Insegnare è da sempre uno dei mestieri più belli. Sono tantissimi i giovani che sognano di essere professori un giorno. Riuscire a trasmettere il sapere, non è da tutti e chi ci riesce è il vero insegnante ed è entusiasta del suo lavoro. Quando, però, non arriva lo stipendio per diversi mesi consecutivi, la bellezza inizia a svanire e subentrano stanchezza, nervosismo, stress: tutti sentimenti negativi che, per primi, sono gli stessi alunni a subire e percepire.

La situazione adesso è davvero assurda: professori che si lamentano su facebook, che cercano di per avere informazioni ma ancora non hanno visto un euro. C'è chi aspetta lo stipendio di ottobre e novembre e addirittura chi non ha ancora percepito alcune mensilità dello scorso anno scolastico ed attende i pagamenti di maggio o giugno.

I fuori sede sono in difficoltà: affitti, bollette da pagare e tutte le spese di prima necessità dopo due o anche tre mesi diventano macigni difficili da affronfare. A lanciare l'allarme nei giorni scorsi è stato il sito repubblica.it che ha spiegato la difficile situazione.

30.000 docenti non prendono lo stipendio

Ci sono 30.000 docenti, secondo il sindacato Usb, che non riescono a prendere lo stipendio. Alcuni attendono intere mensilità, altri hanno accumulato ritardi. Ancora una volta (era già successo, con numeri simili, anche lo scorso anno), i professori sono letteralmente in difficoltà. Sono migliaia anche i docenti salentini che sono al Nord e non hanno ancora ricevuto alcune mensilità.

Il Ministero dell’Istruzione aveva annunciato un’emissione speciale per il 13 dicembre e poi, disattendendo la prima data, per il 9 gennaio.

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Data definitiva? Per niente. Una nuova circolare nei giorni scorsi, ha spostato il termine ancora in avanti: mercoledì 18 gennaio dovrebbe essere eseguita l'emissione speciale. I sindacati annunciano ricorsi formali. La Cgil ha spiegato che questo sistema di pagamento, semplicemente, non funziona. Ci si augura davvero che la situazione possa migliorare perchè inizia a diventare pesante per tanti professori, soprattutto, come detto, per i fuori sede. #supplenze #Scuola #Lavoro giovani