C'era una volta la scuola senza cellulari dove studiare era sacrificio, quella scuola 'gentiliana', figlia della riforma del ministro della pubblica istruzione, Giovanni Gentile. Una scuola dove i professori rappresentavano l'autorità e i genitori facevano i genitori. Ebbene, questo modello di scuola si avvicina moltissimo allo standard voluto dalla preside dell'Istituto 'Minniti' di Napoli, scuola media situata nel quartiere 'Fuorigrotta'.

Ultime notizie scuola, mercoledì 1 febbraio 2017: a Napoli la preside anti-cellulare

Lei si chiama Rosanna Storaniuolo, esperienza decennale come dirigente scolastico, dallo scorso settembre preside in questa scuola media: una presa di posizione decisa contro il cellulare quella messa in atto dalla dirigente.

'Cosa serve avere un cellulare quando si è in classe? Lo trovo giusto solo prima dell'ingresso a scuola e dopo l'uscita'. I genitori hanno apprezzato l'iniziativa presa dalla dirigente scolastica anche se, naturalmente, qualche studente ha vivacemente protestato.

Trecento ragazzi, questi gli iscritti alla scuola media, posano il loro smartphone prima di entrare in classe: i cellulari vengono custoditi in tutta sicurezza in appositi armadietti situati in ogni classe. La preside non accetta neppure che l'alunno vada in bagno e da lì contatti la famiglia di nascosto: nel caso in cui si presentassero delle particolari situazioni, è la famiglia a dover contattare la segreteria della scuola.

La preside dell'Istituto Minniti: 'La nuova scuola? Tabelline a memoria e tanta geografia'

I risultati sono stati ottimi dal punto di vista dell'apprendimento visto che, senza cellulare, si rende di più e ci si concentra meglio sulle lezioni. La preside sottolinea che, senza cellulare, è anche più difficile copiare.

Rosanna Storaniuolo non vuol sentir parlare di scuola 'vecchia maniera': 'Il docente ha un ruolo, il genitore un altro e il preside un altro ancora - Diciamo che uniamo il meglio della tradizione al meglio dell'innovazione. Per esempio, io credo che le tabelline vadano imparate a memoria, anche per stimolare le attività cerebrali - ha sottolineato la preside - Le tabelline, ma anche le città, le capitali e le poesie'.