A pochi mesi dall'aggiunta della sedia al tavolo Onu, ora ci piacerebbe che dopo il viaggio del Presidente Barack Obama in terra santa la pace non sia una missione impossibile.

Conflitti nel mondo, vecchi e nuovi non ne mancano; la Primavera Araba ci ha mostrato la ribellione alla crudeltà del mondo con una faccia nuova, che non può lasciare indifferenti nell'Occidente fortunato, anche se attualmente vive una crisi senza precedenti, che causa nel mondo europeo violenza, odio, tensioni. Anche per questo il conflitto israeliano- palestinese dopo anni e anni è oggi ancora più assurdo, si muore per fame per freddo ma lì da anni si muore per odio.

Solo che quelle povere famiglie che vivono in carcere in casa loro, che non possono vedersi tra parenti, che vivono dentro abitazioni a fianco a nemici che li opprimono e li odiano, non hanno pace neanche in casa propria e rischiano la vita quotidianamente perché vengono lanciati missili o messe bombe o seminata morte in qualunque modo, possono capire l'angoscia di un  qualcosa che un mondo civile non può più ammettere.

La pace non si fa con le armi ma facendo tavoli di dialogo, e siccome il dialogo tra le fazioni è impossibile, bisogna trovare intermediari, speriamo Obama sia un buon intermediario, dopo 20 anni di trattative che non sono valse a nulla. E intanto Obama un miracolo l'ha già fatto cercando di risolvere uno dei tanti conflitti che dal 2010 si era acceso tra Turchia e Israele.