L’atteso colloquio tra il leader del M5S Beppe Grillo e ilPresidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è concluso da poco. A terminedell’incontro, Grillo accompagnato dai duecapigruppo Riccardo Nuti e Nicola Morra, ha incontrato al Senato la stampa perfare il punto della situazione. Casaleggio, presente da Napolitano, non ha poi preso parte alla conferenza con i media.
"Ho ringraziato il presidente dell'accoglienza, anche semi ha accolto dove non c' era segnale telefonico e wifi […] Ho ringraziato Napolitano per la gentileaccoglienza e per la sollecitudine.
Gli ho espresso la mia preoccupazione perla condizione economica, sociale e politica del paese".
Queste le prime parole dell’esponente del M5S pronunciatedinanzi ad una folta platea di giornalisti.
Ecco in breve i punti essenziali del suo incontro con ilCapo dello Stato e della conferenza tenutasi successivamente:
Il ritorno alle urne."Ho detto al Presidente, faccia qualcosa perchè si è preso unaresponsabilità immane E gli ho chiesto di tornare alle urne se necessario"
Un “consiglio” alPresidente."Mi sono permesso di dire a Napolitano che non si fannoriforme cos nei momenti di guerra. Gli ho suggerito di andare in Tv a retiunificate e dire qual è la situazione del Paese: non c'è più tempo".
Legge elettorale. "Hodetto a Napolitano che si deve abrogare l'attuale legge elettorale, che èincostituzionale".
Sul debito pubblico. "Il debito pubblico va ridiscusso,sta divorando lo stato sociale. Si può rimanere nell'euro solo rinegoziando lecondizioni, o con gli eurobond o con la ristrutturazione del debito, misura checolpirebbe soprattutto la Franciae la Germania. Nonpossiamo fallire in nome dell'euro".
Il governo eBerlusconi. “il governo delle larghe intese tutela solo gli interessidi Berlusconi, il governo Letta si balocca con il rinvio dell' Imu"
Casaleggio. "E' unmanager non so se vorrà attivarsi in qualche ruolo istituzionale; ma non credo,e' un manager ed e' una persona schiva".
Durissime anche le parole nei riguardi del Parlamento: "È una Caporetto, il Parlamento è esautorato. Ilgoverno fa i decreti legge, il Parlamento approva a comando. Non siamo più unarepubblica parlamentare e forse non siamo più una democrazia".