Il processo più veloce della storia, quello che ha stabilito un record di condanne nei confronti di un politico, a dimostrare almeno che la magistratura in Italia in molti casi non viene influenzata né dai media né "ab furore populi".

Nonostante quello che spesso si legge su giornali e quotidiani, il caso di Silvio Berlusconi e i suoi processi per le sue beghe di società, storie di evasioni e non, che hanno arricchito pagine e pagine di quotidiani di dettagli sempre più boccacceschi, a occhio critico e obiettivo è fatta di realtà e fantasia, mai solo è vera una verità.

Ghandi sulla verità sosteneva che non è possibile raggiungerla e quindi non possiamo permetterci di condannare, ma i tribunali devono valutare dei fatti e se ci sono violazioni di leggi ricostituire l'ordine giuridico violato, nel caso in cui non si possa, condannare con pena il colpevole. Nessun tribunale avrebbe potuto dire che Berlusconi è innocente e tanto meno i 10.000.000 di cittadini che lo votano possono essere considerati una valida motivazione al suo proscioglimento. La magistratura non ha perseguitato nessuno solo che un processo così veloce, tutti coloro che sono da anni in attesa di giustizia, vorrebbero fosse la norma non l'eccezione.

Il comunismo dalla sua, ha sempre avuto un carattere inoppugnabile che fa parte della sua storia, è capace di negare e rigirare talmente bene la verità fino distruggere in modo definitivo chiunque.

Molti politici di sinistra, ma anche semplici cittadini ferventi adepti del vecchio e nuovo comunismo, visti con distacco e obiettività, sembrano dei persecutori, chiunque giudicasse senza sapere che si tratta dei fatti del presidente Mediaset vi troverebbe un assurdo accanimento.

Nell'ultimo anno, per la crisi e per la scomparsa come leader di Silvio, è scemato questo accanimento, e poi, i dopo l'ultimo fallimento ideologico del fenomeno partitico dei grillini e prima ancora dei comunisti, molti hanno capito che le buone intenzioni si perdono, presto per strada, in politica, quindi la disillusione politica ha ridimensionato la presunta o vera persecuzione. Che dire del forfait di Bersani, che ha chiuso come Segretario del partito facendo intendere che la sinistra è capace solo di fare opposizione, e che l'unico successo politico, in questi anni, è stato e la demolizione dell'uomo e del politico Berlusconi.

Questo è quello che la sinistra ha fatto davvero bene.

Adesso si aspetta il responso, e, i rumors già parlano di leggine per salvare il salvabile. Peccato che ormai l'uomo Berlusconi, che sarà anche vero da un lato non hanno fatto governare dall'altro ha pensato troppo al futuro del suo gruppo e suo, per una questione anagrafica non può essere più il futuro.

A parte tutte queste sacrosante verità sulla persecuzione contro la persona dell'imprenditore Silvio Berlusconi, in primis e poi la sua figura politica resa davanti al mondo ormai una barzelletta per quello che sui giornali è finito col diventare questo uomo. Da grande imprenditore e statista, a una storia che è poco più che una barzelletta goliardica conclusasi con la storia finale delle escort e di tutta la corte di cui ama circondarsi che fa pensare alla favola de Il re è nudo.

Dove nessuno è capace di dire la verità che poi non sarebbe un tradimento che per quello che ha dato ai suoi sarebbe davvero un comportamento basso per qualcuno che tanto si è speso per il suo gruppo politico, ma non solo e qui è il vero nocciolo del problema quello che ha fatto per il suo gruppo.