Nella giornata in cui il ministro Cancellieri riferisce in parlamento sulla vicenda delle intercettazioni telefoniche con la famiglia Ligresti, si assiste all'ennesimo psico dramma in casa Pd.

Ancora una volta gli uomini del Pd sono stati capaci di auto flagellarsi sulla mozione Cancellieri, riuscendo a creare un caso interno da una vicenda che apparentemente non li riguardava da vicino. In particolare, dopo che tutti i contendenti delle primarie, da cui scaturiranno i futuri leaders del Pd, si erano espressi per votare a favore delle dimissioni del ministro Cancellieri, oggi è accaduto esattamente il contrario con l'allineamento di tutto il partito su posizioni garantiste.

Vince il presidente del consiglio Enrico Letta quindi, contrario alle dimissioni, che è stato capace di trasformare il caso Cancellieri in un voto di fiducia verso il governo, ma esce sconfitto il Pd, ancora una volta apparso incoerente e slegato in diverse correnti.

Con buona pace dei vari Matteo Renzi, Pippo Civati e in misura minore anche Cuperlo, capace in un paio di giorni di una vera giravolta politica, prima favorevole, poi attendista, poi infine, contrario alle dimissioni della Cancellieri.

Rimane da capire se il riallineamento di tutti i parlamentari del Pd sia dovuto più dal calcolo personale per la paura di una caduta del governo, con conseguente tutti a casa e perdita della poltrona o da una qualche strategia politica, che sinceramente, non appare chiara.

Soddisfatto invece, tutto il Pdl, sia nuovo che vecchio. Con Nuovo Centrodestra e Forza Italia che riescono a far passare la loro posizione a sostegno del ministro Cancellieri. E, grazie all'autogol del Pd, a distogliere per qualche giorno l'attenzione dell'opinione pubblica sulle proprie vicende interne.