'Il professore che ti legge sempre la stessa storia, nello stesso modo, sullo stesso libro con le stesse parole da quarant'anni di onesta professione.' così diceva Antonello Venditti in una celebre canzone del 1975. Sono passati quasi quarant'anni e chi ha vissuto la scuola in tutto questo tempo, forse, ricorderà con un pò di nostalgia quel tipo di scuola dove, nonostante ci fossero altri problemi ed altre situazioni contingenti, si riusciva ad esercitare questa nobile 'professione' con meno ansie e più soddisfazioni.
La scuola è cambiata, è diventata più tecnologica ma anche più 'povera' di risorse e di voglia di fare: il nuovo volumetto 'La Buona Scuola' ha tutta l'intenzione di trasformare la mentalità dei docenti secondo quelli che sono gli stereotipi delle grosse aziende dove la competizione e il prevalere sul collega per cercare di far colpo sul superiore sono all'ordine del giorno.
E' questo che vuole #labuonascuola di Matteo Renzi: cambiare la scuola in un'azienda dove non si guarderà in faccia a nessuno, con l'intenzione di far sparire del tutto la collaborazione tra colleghi (già in molti casi precaria e difficile) in cambio di 60 euro in più al mese.
Riforma scuola, #labuonascuola di Matteo Renzi, così tanto diversa da quarant'anni fa
#labuonascuola, invece, era quella di quarant'anni fa, dove c'erano meno ansie e meno preoccupazioni e si riusciva a svolgere con più serenità il proprio mestiere e a farsi rispettare di più dagli studenti, oggi sempre più svogliati, 'distratti' dagli smartphone per non pensare ad un futuro che appare loro come sempre più fosco ed ottenebrato.
Ecco perchè molti professori di vecchia data o, comunque, chi si ricorda bene l'ambiente scolastico di quarant'anni fa, lo rimpiangono: a quei tempi, bastava un colpo alla cattedra per ristabilire l'ordine in classe e il rispetto verso chi stava esercitando la propria professione con dedizione ed impegno.
Oggi non è più così e con questo nuovo concetto di scuola-azienda si rischia di allontanare ancora di più i docenti dalla loro passione principale che è quella di insegnare e di esaltare la bellezza della cultura.
In un altro articolo, abbiamo voluto farvi i nostri personalissimi auguri per un buon anno scolastico 2014/2015, con la speranza che quelle poche parole possano essere di sprone a continuare quello che è diventato uno dei mestieri più difficili al mondo. Ci farebbe piacere se lo leggeste, è il nostro piccolo contributo, quello che vuole essere il nostro aiuto a superare un momento complicato.