Diciamo la verità: per il tifoso bianconero, quella di Berlino, è stata una vera e propria "Odissea" ai confini della "tragedia". Se sul campo la squadra ha perso con l'onore delle armi, giocandosela comunque fino alla fine contro il più quotato Barcellona, fuori dal rettangolo di gioco, le problematiche sono state davvero molte. Già l'obbligo di abbinare l'acquisto del biglietto a quello del pacchetto viaggio, aveva iniziato a rendere "amara" la bocca dei supporters juventini anche perché i prezzi non erano di certo abbordabili.

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Il pacchetto più economico oscillava tra i 315 e 330 euro e prevedeva il viaggio in bus (euro 260,00) abbinato al biglietto di 4° categoria (curva) a visibilità limitata (55 euro) o totale (70 euro). Partenze da Torino o Verona col bus? Stesso prezzo, eppure il chilometraggio è differente.

Il sottoscritto, titolare di biglietto da 70 euro, se si fosse seduto nel posto indicato sul tagliando stesso, avrebbe goduto di una vista a metà, in senso verticale, del rettangolo di gioco, essendo posizionato proprio contro il muro che divideva a metà il settore destinato alla curva bianconera (questo però è un problema imputabile all'Uefa).

Poca trasparenza, mancanza di informazioni o di chiarezza nelle stesse, tifosi abbandonati a se stessi, convocazioni ufficiali con riferimenti di ora e luogo del ritrovo arrivate meno di 24 ore prima della partenza, etc, etc: sono solo alcuni dei disagi che quasi tutti gli juventini hanno dovuto affrontare.

Il pacchetto più caro invece, ovvero quello col charter, partiva dagli 850 euro del volo, ai quali andava aggiunto il costo del biglietto (da 55/70 euro sino a 320).

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Gli abbonati hanno avuto una settimana di prelazione loro dedicata, dal 21 al 28 maggio: sì, peccato che il sito dedicato all'evento funzionasse a singhiozzo, ovvero fosse spesso (per non dire quasi sempre) inaccessibile. È probabile che ci fosse un criceto a girare la ruota del server che avrebbe dovuto far funzionare il sito. Disagi di vario tipo, stress alle stelle, numeri di telefono ai quali non rispondeva nessuno, mail inviate alle quali arrivava risposta dopo giorni.

Insomma: tutto perfetto. Il bello, però, doveva ancora venire, perché ricevere le informazioni in merito alle modalità di partenza nemmeno 24 ore prima della stessa, è un qualcosa di allucinante.

Almeno però, il sottoscritto il bus lo ha trovato nel punto stabilito. Altri hanno dovuto attendere ore e hanno rischiato di non partire: insomma, il caos totale. E che dire del pacchetto gold, che il sottoscritto aveva scelto per godere di maggior comfort durante il viaggio?

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Sul fatto che i sedili fossero più ampi e spaziosi, nulla da dire. Il pezzo forte, però, sono stati il breakfast box del sabato mattina (consistenti in una merendina ed un succo di frutta di una sottomarca che nemmeno nei peggiori supermercati di Caracas vi vendono) e il dinner box del post gara del sabato sera (sacchetto della cena consistente in due panini, una merendina da 30 gr, una mela) consegnatoci anticipatamente verso le 14:00, ora in cui, i due panini, erano già praticamente immangiabili.

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E che dire della toilette presente sul bus che, già a metà del viaggio di andata faceva acqua da tutte le parti?

Se poi pensiamo che i tifosi del Barcellona per fare molti, ma molti km in più, col bus, hanno speso una vera inezia per il solo viaggio (ovvero 125 euro), cosa dobbiamo dire? A chi di dovere il compito di dare risposte plausibili....

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