La cosiddetta riforma della "Buona Scuola" è stata approvata a dispetto di quanti, l'hanno osteggiata. 

Alcuni  hanno messo in rilievo l'eventuale danno elettorale che la legge potrà portare a Renzi, senza però pensare che il pubblico ha apprezzato la perdurante campagna denigratoria nei confronti degli insegnanti.
L'operazione politica del governo può essere definito in vari modi, ma non è una riforma della scuola.

Le mancanze

Questo perché evita accuratamente i veri problemi, limitandosi a creare una nebbia di polemiche per nascondere la mancanza.

La Buona Scuola:

  • non fa niente per assicurare il diritto alla scuola materna a tutti i bambini;
  • non affronta la necessità di accorciare di un anno il percorso di studi fino al diploma;
  • non prevede di ridurre gli alunni per classe e di introdurre un tetto ragionevole al numero massimo di alunni per classe;
  • non incide sulla necessità di superare l'approccio teorico di molte discipline in tutti gli ordini di studi, anche a causa della grave carenza di laboratori, trasformati ovunque in aule;
  • non riforma il sistema di valutazione delle scuole medie e neppure l'inutile esame di terza con sei prove in sei giorni;
  • non dà indicazioni per percorsi d'informazione e di continuità tra le scuole medie e superiori;
  • non si occupa dell''obbligo scolastico a 16 anni, causa di abbandono scolastico in quanto ncongruente con l'ordinamento delle scuole superiori. (in particolare degli istituti tecnici) e dell'impatto negativo che questo ha sull'abbandono scolastico e sulla qualità stessa dell'insegnamento;
  • non affronta la crisi degli istituti tecnici che presentano un biennio fatto di classi numerose e di insegnamenti teorici utilizzati per selezionare, confinando l'insegnamento tecnico nel triennio;
  • non comprende idee per superare la difficile situazione degli Istituti professionali, diventati dei ghetti e non introduce percorsi effettivamente professionalizzanti di breve durata;
  • non affronta la stridente differenziazione qualitativa tra istituti scolastici diversi e tra aree geografiche;
  • non contiene alcuna strategia per ridurre la diseguaglianza nell'accesso e soprattutto e nell'esito dell'istruzione rimuovendo gli ostacoli che impediscono al nostro sistema di assolvere pienamente ai compiti assegnato dalla Costituzione;
  • non affronta la  mancanza di spazi fisici e di attrezzature che caratterizza le scuole italiane di ogni grado;
  • non risolve la penuria di risorse per il normale funzionamento, che rende necessai i contributi delle famiglie.

I contenuti

Quindi i contenuti sono una cortina fumogena che nasconde le mancanze e un espediente per polemizzare con glii insegnanti facendo loro perdere di vista cose più importati (per esempio il blocco del contratto e degli stipendi).

Inutile è la valutazione degli insegnanti, effettuata con metodi inadeguati e che si rivelerà solo una procedura burocratica. senza conseguenze.
Altrettanto inutile la questione dei  poteri del preside che nella pratica  si riveleranno completamente inoperativi.
Ininfluente l'organico potenziato con un certo numero di insegnanti in più che di fatto in parte verranno assorbiti dalle figure di collaboratori e vicepresidi e per il resto basteranno appena per le supplenze, senza incidere quindi sul potenziamento della didattica.
Sarà invece dannoso tutto il complicato meccanismo per risolvere  il problema del precariato attraverso albi territoriali inutili  che saranno fonti di contenziosi e disfunzioni.

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