Attualmente sembra che poco più di un migliaio di persone abbiano ricchezze pari a quelle possedute da un terzo della popolazione mondiale. Il risultato è che oltre un miliardo di uomini muore di fame, un altro miliardo vive nell’opulenza e il resto vivacchia. Eppure, ogni anno, nel mondo si produce cibo per sfamare una popolazione mondiale ben superiore a quella attuale. Purtroppo, esso è perlopiù a disposizione di una minoranza di esseri umani, ed in parte va anche sprecato.

Questo è uno dei peggiori scandali dell’umanità; anche perché, a differenza di altre epoche, sono stati fatti enormi progressi in tutti i campi e ci sono le condizioni per assicurare una vita dignitosa a tutti. Si consideri che il miglioramento genetico di semi e piante, nonché l'ottimo livello raggiunto dalla meccanizzazione agricola, dai metodi di coltivazione e dalle tecniche irrigue rendono possibile la produzione di enormi quantitativi di derrate alimentari,utilizzando vaste superfici in modo intensivo e con un impiego limitato di manodopera.

Pertanto, per mettere molti popoli in condizione di essere autosufficienti dal punto di vista alimentare, basterebbe insegnare loro a coltivare con i metodi moderni e dotarli dei mezzi tecnici appropriati. Invece, molte volte queste popolazioni vengono depredate dei loro fertili terreni da parte di un crescente numero di multinazionali che considerano l'agricoltura (anche no food) un affare per il futuro.

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Corretta Alimentazione

In questo modo, molte persone indigene sono messe nelle condizioni di doversi rifornire di beni primari altrove, favorendo un loro ulteriore impoverimento.

Diseguaglianze sociali, cioè sconfitta per la civiltà

Pur essendo nel Ventunesimo secolo, le risorse che continuano a spostarsi dal Sud sottosviluppato del mondo - ed in particolare dall’Africa - verso il già ricco Nord sono maggiori rispetto a quelle che seguono il percorso contrario.

Ciò significa che la solidarietà nei confronti delle popolazioni meno fortunate, che viene ipocritamente sbandierata dagli Stati più opulenti, è praticata poco e la legge del più forte continua a farla da padrone. Purtroppo, questo dimostra la validità del detto “Ricchezza e soprusi sono fratelli”. Certo, rispetto al passato esistono delle organizzazioni internazionali come l’Onu che cercano di limitare le prevaricazioni, anche se nei confronti delle nazioni più potenti spesso possono fare ben poco. Purtroppo, il crescente squilibrio nella distribuzione della ricchezza lascia presagire un ritorno al passato e questa è una sconfitta per la civiltà.

Saggezza e ricchezza

Nonostante i suoi limiti e i suoi errori, l’Occidente (l’Europa in primis) ha svolto per secoli un ruolo trainante nella promozione del progresso civile mondiale, soprattutto grazie alla sua cultura e ai suoi valori impregnati di principi cristiani, che al giorno d’oggi sono entrati in crisi. Riflettere su alcuni saggi proverbi può aiutare a recuperarli. "Le ricchezze sono buoni servitori, ma cattivi padroni" e "Se si è stolti, la sete di ricchezza aumenta appagandola" sono detti che invitano le persone a non diventare schiave degli averi, ma a farne buon uso.

Un dato di fatto è che la maggior parte degli uomini non è in grado di trasformare la ricchezza in benessere. Anzi, per loro le ansie aumentano in proporzione ad essa. La persona di buonsenso sa anche che "Un uomo affamato, non è un uomo libero"; ecco perché si impegna affinché i valori della solidarietà e della condivisione si radichino nella coscienza di ogni uomo.

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