I migranti sono troppi – anche la vissuta e forte mamma Germania non può far fronte a tale numero di vite umane in cerca di aiuto – e allora è meglio chiudere un occhio e scendere a patti con la Turchia. Dopo gli attentati di Parigi perentoriamente in televisione sono riecheggiati i discorsi eroici dei vari primi ministri dei Paesi dell’Ue. Il leitmotiv di questi ultimi si può riassumere in queste frasi: “Dobbiamo continuare con il nostro stile di vita, non dobbiamo avere paura. Questo è quello che i terroristi vogliono, e noi non ci piegheremo. I nostri valori e i nostri ideali sono indistruttibili.”

Tra Hollande, Renzi, Obama e gli altri valorosi condottieri della libertà questo sembrava essere il punto fermo.

I valori e la cultura dell’occidente non si toccano. Ma se, come è oggi avvenuto a Bruxelles, si scende a patti con un personaggio come Recep Tayyip Erdogan, è forse giusto chiedersi: ma di che valori stiamo parlando? Tra supporto all’IS, repressione dei suoi cittadini e della libertà di stampa, stillicidio della minoranza curda il sultano di Ankara lascia pochi dubbi sulla sua immoralità, disumanità e spregio per i diritti umani. Eppure i sopracitati “valorosi condottieri” non si fanno scrupoli a scendere a compromessi con Erdogan.

D’altronde il problema del flusso migratorio è stato preso sottogamba e ora gli impauriti e spaesati Stati europei hanno intravisto nella Turchia l’unica possibilità di salvezza.

È la porta tra occidente ed oriente, e ora questa entrata va chiusa se non si vuole essere testimoni dell’implosione dell’Unione europea stessa. Questa la soluzione secondo i funzionari Ue. Quest’oggi a Bruxelles è stato quindi confermato l’accordo tra Ue e Turchia. In cosa consiste? Se ne parlava da settimane, e infine i punti sono rimasti quelli di cui già si vociferava.

Con la promessa che la Turchia blocchi il flusso migratorio l’Ue si impegna a versare come “somma iniziale” – perché così è stata definita, per evitare dubbi quando verranno chieste aggiunte – ben tre miliardi di euro nei conti di Ankara.

Contemporaneamente si comincerà a dare il via al processo di liberalizzazione dei visti di ingresso per i cittadini turchi.

Infine c’è stata la promessa di una accelerazione dei negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione europea. Sembra quindi che la notizia di due giorni fa dell’uccisione a colpi di pistola a Diyarbakir di Tahir Elci, capo dell’associazione degli avvocati filo-curda, non abbia colpito i primi ministri occidentali.

Risolvere il problema del flusso migratorio tralasciando i valori ed ideali occidentali

La necessità di risolvere questa sfida epocale è ormai chiara. Ma se si deve scendere a patti con un dittatore come il presidente Erdogan, che almeno non ci rifilino la solita nauseabonda retorica “dei valori, della libertà”. Come si può pensare di unire, neanche a dire un popolo solo, ma l’Unione europea tutta, con frasi vuote, false, stantìe come quelle che ci sono state propinate finora?

Per combattere un mostro viscido e volatile come il terrorismoci sarebbe bisogno di una forte coesione tra i cittadini europei, e questo è fuor di dubbio. Incomprensibile come si possa pensare di creare unione, fiducia e supporto tra individui quando quello che viene loro servito non sono altro che squallide e ormai svelate menzogne. Non resta che sperare che la Turchia rispetti quantomeno i patti, anche se la complessità del piano per lei ideato – il deal includerebbe la formazione di sei campi principali per rifugiati, undici basi logistiche e diciassette punti di sicurezza – fa sorgere dubbi sulla sua attuale riuscita, soprattutto se si tiene da conto che non si sta certo parlando di un attore di cui ci si può fidare ciecamente.

Forse questa sfida epocale verrà superata vittoriosamente, ma di "valori e ideali" non c'è neanche l'ombra.

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