Alla fine, le piazze accreditate ad accogliere i sostenitori del ddl sulle unioni civili, in discussione il 28 gennaio al Senato, sono diventate 98: la maggioranza in Italia, ma anche in Germania, Inghilterra e persino a New York. Come anticipato, sulle unioni civili si sta arrivando allo scontro finale, ma in uno scenario che non fa presagire nulla di buono a chi si batte per i diritti civili in generale.

La politica porta avanti le sue meline, tra posizioni personali e occhi all'elettorato. E mentre centinaia di migliaia di cittadini attendono il riconoscimento di loro diritti, le scorrettezze della politica si sprecano.

Renzi e il ddl sulle unioni civili

Diciamocelo: questo ddl Cirinnà, sulle unioni civili, per Renzi e il suo esecutivo è una vera e propria rogna, specie in un momento in cui il Presidente del Consiglio vede crollare la sua credibilità.

Abbiamo già evidenziatoquanto la scelta di scontentare, o l'elettorato di sinistra, o la consistente fetta cattolica, non gli sia gradita e che l'escamotage consisterà nell'annacquare il ddl, rendendolo indigesto ai 5 Stelle, così che la mancata approvazione ricada sul Movimento. Le dichiarazioni di Renzi di ieri lasciano pochi dubbi: il Pd vuole la legge sulle unioni civili, a costo di qualche compromesso. Ma da solo il PD non ha i numeri e se i compromessi saranno contrari a quanto le piazze stanno chiedendo oggi, il M5S ritirerà il suo appoggio.

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La destra e diritti degli altri

Hanno sbraitato di adozioni gay. Hanno paventato lo spettro della maternità surrogata. Hanno, insomma parlato al proprio elettorato di tutto, tranneche di quello che il ddl sulle unioni civili contiene. Sui diritti degli altri, il centrodestra ha agito con scorrettezza aizzando i benpensanti, che si ritroveranno il 30 gennaio per il Family day. La scorrettezza di Maroni e della Lega e la manifestazione pro Family day usando il Palazzodove ha sede il Consiglio regionale della Lombardia è solo uno dei colpi bassi verso i cittadini che Maroni avrebbel'obbligo di rappresentarein toto.

La verità è che il ddl sulle unioni civili, questa politica non lo digerisce e i voti che si rischiano di perdere valgono ben più dei diritti delle minoranze. Non fosse che non se ne trova uno che abbia vissuto i valori della famiglia tradizionale, parrebbero anacronistici. Così, degli abili aizzatori di pregiudizi. Fuori da questa pantomima il M5S, prossimo capro espiatorio per una legge che, se si farà, sarà svalorizzata, e SEL, che però in Senato non c'è.

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