Si sono appena conclusi i test in Qatar con risultati incoraggianti per molti team e piloti, sia relativamente allo stato di forma fisico che tecnologico dei mezzi in vista dell'inizio del prossimo mondiale tra meno di due settimane. La Ducati ha confermato buona parte delle aspettative, brillando particolarmente nel Day-2 con piloti ufficiali e satelliti (facciamo gli auguri a Petrucci per un pronto recupero) ma soprattutto mantenendo una costanza di performances di buon livello che fa ben sperare circa le potenzialità per la stagione 2016.

Il fatto che spesso la GP15 sia stata al livello della GP16 che ancora deve essere "sgrossata", conferma anche il fatto che il campionato potrà riservare delle sorprese anche alla stessa Factory Ducati che con i piloti ufficiali mostra di essere "quasi" al top.

I dubbi infatti crediamo se li siano posti in molti tra coloro che seguono anche solo marginalmente le vicende del team di Borgo Panigale, a partire dai test precedenti in cui Stoner proprio con la GP15 ha surclassato (a suo dire senza cercare particolarmente la prestazione assoluta) ufficiali e satelliti, con una moto che pur se decisamente migliorata rispetto alla scorsa stagione di fatto rimane la moto dell'anno scorso.

Pur comprendendo che il lavoro dei test non sempre permette di esprimere la prestazione assoluta, la ricerca del tempo limite, in quanto spesso si sviluppano e testano particolari, si cerca il limite in un settore specifico a discapito del tempo sul giro, viene comunque da pensare che l'apporto di un tester di talento come quello dell'australiano sia decisamente importante, forse anche a prezzo di qualche destabilizzazione psicologica interna.

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Moto GP

Stoner avrebbe potuto essere impiegato massivamente, magari per una parte specifica di test proprio durante la tre giorni appena conclusasi anziché pianificare una sessione chiaramente irrealizzabile perché troppo prossima alla gara ufficiale.

Dico chiaramente irrealizzabile perchè mi rifiuto di credere che un Team ufficiale abbia potuto sottovalutare così grossolanamente le tempistiche e i limiti imposti dal regolamento, lasciando spazio ad interpretazioni da bar.

Ma ancor di più mi rifiuto di credere che nessun altro, controllori e Dorna compresi, direttori e giudici vari, abbia sollevato il benchè minimo dubbio e segnalato anzitempo il rischio dell'impossibilità di svolgere tali test, visto che tutti ma proprio tutti stampa in primis, sapevano che Ducati li aveva messi in calendario per quelle date.

Quanto alla sorpresa scodellata all'ultimo momento solo quando Stoner era già in viaggio per il circuito, porta a pensare a delle scelte operate in corsa, in funzione forse all'andamento dei test dei piloti ufficiali.

Forse gli equilibri interni a livello di management non sono chiarissimi, tralasciando ovviamente la direzione tecnica saldamente nelle mani del genio di Dall'Igna.

Una risposta definitiva a questo dubbio forse non ci interessa particolarmente, ciò che ci colpisce è che tutta la vicenda sembra essere un macroscopico errore strategico e mediatico.

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