Per ogni auto acquistata, presso il concessionario auto Hagan's Motor, si regala un fucile Ar15, un'arma d'assalto che spara dai 45 ai 60 colpi al minuto.Lo stesso fucile è stato utilizzato daOmar MateenaOrlando, lo scorso 12 giugno. Sparando alla cieca sulla folla, Mateen ha ucciso 49 persone e ferite altre 53. Si era infiltrato in un normalissimo locale notturno, il Pulse.

In realtà, le autorità riveleranno in un secondo momento che il modello utilizzato da Mateen è il Sig Sauer MCX, molto simile all'Ar15, stesso design e stesse funzioni. Ma a questo punto, francamente, non fa alcuna differenza.

E soprattutto, non discolpa il venditore di auto per ciò che sta facendo e che, in un Paese in cui tra il 2013 e il 2014 sono morte 316.545 persone per ferite d'arma da fuoco, non ha bisogno di alcun commento.

La campagna di marketing

Da maggio, presso la Hagan’s Motor si regalano mitragliatrici insieme alle automobili, una vera e propria campagna di marketing con tanto di buoni regalo e raccolta punti. Passando davanti al concessionario non si vedono foto di auto e moto, ma di armi d’assalto con la descrizione tecnica della fabbrica che ha rifornito il signor Hagan. "Buy a car, get an AR” dice lo slogan, “compra una macchina e porti a casa un AR” (AR è il diminutivo di Ar15, il fucile automatico già in vendita a milioni di persone comuni negli Stati Uniti per circa 500$).

Naturalmente il canale principale della campagna pubblicitaria di Hagan è Facebook, dove due giorni dopo l’inizio della promozione è nata la pagina dedicata. “Vuoi una macchina? Vuoi anche un Ar15 gratis? Avrai entrambi qui alla Hagan’s?” Il commerciante (un ex soldato, che ha servito il suo paese in Afghanistan) si giustifica e afferma che la sua campagna è iniziata prima che succedessero i fatti di Orlando.

“Inoltre – continua – grazie alla mia promozione su Facebook, sto vendendo un mucchio di macchine!”

Armi e politica

Barak Obama si è pronunciato di recente promettendo di risolvere il “problema”. Ciononostante, l’opinione pubblica è già focalizzata sul suo successore e su come lui o lei affronterà questo flagello.

Da un lato c’è Trump, che promette pistole a tutti per eliminare i nemici cattivi e magari anche gay (ricordiamo infatti che Donald Trump sostiene il 1° amendment defense act, in cui c’è scritto chiaramente che ogni famiglia ha il dovere di combattere gay e transgender); dall’altro c’è Hillary Clinton, che dovrà a sua voltadimostrare di non avere interessi legati al potere delle grandi lobby delle armi.

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