E' una svolta epocale, per quanto riguarda l'Italia calcistica, ma anche finanziaria. E' innegabile dirlo, vi è stata una grande diffidenza da parte dei più verso i capitali cinesi, come se i capitali fossero accettabili solo se americani, russi, arabi. Quelli europei? Non pervenuti. Italiani? Neanche a dirlo. La situazione è questa. Se una squadra di calcio vuole competere ai massimi livelli deve avere a disposizione tanto danaro, perché la follia del e nel calcio è andata ogni oltre limite concepibile.Basterebbe mettere un tetto agli stipendi, basterebbe mettere un tetto ai valori dei cartellini dei giocatori, porre dei limiti etici al calcio mercato, basterebbe porre dei razionali limiti per rendere il calcio più fruibile, divertente ed "umano".Ma così non è.

Il rischio è che presto si possa ripetere ovunque. Il futuro del calcio pare essere segnato. Una categoria riservata alle super grandi società, una competizione tra ricchi miliardari, ed una minore riservata ai capitali inferiori. Perché, diciamolo pure, il calcio è diventato solo business e roba da ricchi. L'Inter e Milano, capitale economica dell'Italia, sono una importante attrattiva per i capitali di un certo tipo.

Questa volta è stato il turno dei cinesi. Se una volta i cinesi erano noti, anche con stupido pregiudizio tendente ad essere discriminatorio, come quelli che sapevano solo copiare, beh, a furia di copiare hanno superato il loro maestro, e dunque l'Inter ora è a tutti gli effetti made in Cina.

Diffidenza verso i cinesi e la speranza nei soldi

La diffidenza verrà superata dai soldi e dai corposi investimenti che probabilmente arriveranno.

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I soldi, in questo mondo sempre più materialistico, consentono di superare ogni minimo pregiudizio. In una società globale e globalizzata quanto accaduto a Milano non deve stupire, perché accaduto già da diverso tempo in altri Paesi, ma in Italia siamo abituati a ragionare con il sentimento, con l'emozione, senza aver compreso che il mondo è cambiato, che l'attaccamento alla maglia nel calcio non esiste più, e che oggi la differenza è data solo ed esclusivamente dai soldi.

Il calcio di una volta non esiste e non esisterà più. E dunque benvenuta Cina nel mondo del calcio italiano e quella dell'Inter sarà solo l'inizio di un processo di acquisti che continueranno in un Paese "in vendita". Se si tratterà di un goal o di una sorta di autogol per il nostro calcio, come sempre, sarà il tempo a rispondere.

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