Humanitas, in latino. L'empatia e la comprensione nei confronti degli altri uomini. È quel sentimento che scatta dopo una tragedia come quella di Orlando: 49 morti, più di 50 feriti. Centinaia di persone nelle mani di un pazzo omicida che ha deciso di fermare le vite di chi pensava di trascorrere una serata tranquilla. Sui social network, com'era già successo dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles, è partita la gara di solidarietà.

Fiumi di post e tweet accompagnati dall'hashtag #PrayForOrlando, lanciato per l'occasione. Capi di Stato, personaggi del mondo dello spettacolo e gente comune: tutti hanno manifestato il proprio rammarico per l'ennesima strage. È troppo tardi però, per mostrare al mondo che, un briciolo d'umanità, ancora, è rimasto.

C'è chi condanna l'ISIS, il mondo islamico, l'omofobia, l'accesso illimitato alle armi.

C'è chi, immerso nella propria ignoranza, crede che sia stato un gesto delle vittime a causare la sparatoria. Sono gli stessi che, di fronte a uno stupro, parlano di una gonna troppo corta.

È facile condividere il proprio dissenso in 140 caratteri, dietro allo schermo di uno smartphone. Ma dov'è l'umanità quando si tratta di accogliere, di comprendere, di aiutare? Condanniamo queste stragi, ma continuiamo a scandalizzarci per un bacio, per il colore della pelle, per una religione che non rispecchi quello che noi definiamo normalità.

In ogni commento negativo, ogni discriminazione, ogni atto d'indifferenza, lì muore la libertà del prossimo, e, di conseguenza, la nostra.

Prima di decidere qual è la normalità, proviamo a cambiare punto di vista. Prima di commentare sui social l'ennesima strage, proviamo a fare la differenza nella vita di tutti giorni, mostrando la stessa solidarietà. Prima delle parole, contano i fatti: è una storia vecchia come il mondo.

Perché non si tratta più di essere Parigi, di essere Bruxelles, di essere gay, o di essere Orlando. Si tratta di abbattere i confini, di cancellare le etichette, di capire, che siamo tutti esseri umani, e la cosa migliore che possiamo fare è sostenerci a vicenda.

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