Il settimanale satirico francese Charlie Hebdo ha pubblicato una vignetta sulla tragedia del terremoto in italia centrale. Come tutti sanno questo giornale è entrato nella cronaca il 7 gennaio 2015 quando, in seguito alla pubblicazione di una irriverente vignetta sul profeta Maometto, subì un attacco terroristico con 12 morti compreso il direttore del giornale. Quando accadde l'opinione pubblica mondiale rispose a questa tragedia con la frase 'Je suis Charlie', per esprimere sostegno e partecipazione alla violazione di una libertà, quella di parola e di pensiero, intoccabile fondamento di ogni vera democrazia.

Oggi Charlie torna a far parlare di sé, con questa satirica vignetta sulle vittime e i sopravvissuti del terremoto, con il titolo 'Terremoto in stile italiano'. I sopravvissuti sono paragonati a due piatti tipici della tradizione culinaria italiana, penne al pomodoro e penne al gratin, mentre i morti sono schiacciati sotto strati di macerie con la scritta 'Lasagne'.

La satira di Charlie come emblema di libertà

Ilprincipio che tutti abbiamo difeso con la frase 'je suis Charlie' è quello della libertà di espressione delle proprie idee, valore fondante di ogni democrazia. Nel caso della vignetta sul terremoto possiamo indignarci, arrabbiarci, non essere d'accordo ma come nella frase di Evelyn Beatrice Hall, erroneamente attribuita a Voltaire,"Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire".

E' questa la traduzione del pensiero Occidentale contemporaneo, questo dovrebbe essere il vero principio guida di ogni nostra idea. La satira è uno dei tanti mezzi per metterci di fronte, in modo crudele, a verità scomode e imbarazzanti della nostra società. La reazione che suscita è lo scopo vero della satira, nauseare, suscitare reazioni forti, farci indignare.

La vignetta sul terremoto è provocazione o sberleffo?

Secondo me è una provocazione che dovrebbe farci riflettere, mettere in discussione tutto un sistema che forse quella tragedia almeno in parte poteva evitarla. Siamo un paese che ha uno straordinario senso di solidarietà, siamo pronti a mobilitarci e a dare prova di coraggio, si piange con chi ha perso familiari e amici, ci sentiamo italiani.

Ma passata la tragedia, tornati all'ordinario, facciamo finta di non vedere, torniamo ad essere quelli di sempre, indifferenti, rassegnati sia che si tratti di corruzione, tangenti, evasione fiscale, mafia o messa in sicurezza degli edifici. Come diceva Flaiano in italia tutto è grave eppure nulla viene affrontato seriamente. La vignetta non vuole far ridere dellepersone morte o che hanno perso tutto, ma farci riflettere sul fatto che in Italia, anche se esiste un piano di prevenzione del rischio sismico, nella realtà gli edifici non resistono a terremoti di magnitudo 6.0 che in altri paesi non fanno vittime, vedi il Giappone. Purtroppo in Italia si ragiona di pancia, compresi i nostri politici e amministratori, ed ecco che una vignetta satirica fa inorridire.

Ma quello che dovrebbe farci alzare la voce, protestare, arrabbiare e dovremmo denunciare è la mancata messa in sicurezza di edifici privati e pubblici attraverso l'adeguamento sismico, in una zona ad alto rischio sismico dove corre una faglia conosciuta molto bene dai geologi. I morti che oggi piangiamo, insieme ai sopravvissuti, devono ricordarci che queste tragedie non devono più accadere.

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