Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi comunica che gli italiani saranno chiamati a votare, probabilmente, tra il 25 novembre e il 5 dicembre, asserendo però che la data precisa non è ancora stata stabilita.

La riforma costituzionale Renzi-Boschi si presenta come una riforma complessa. Di difficile comprensione, risulta essere, proprio per quelle persone che hanno lottato con amore, dedizione esacrificio al fine di ottenere e sancire la democrazia in Italia.

Doveroso è, quindi, spiegare alcuni punti della riforma e sottolineare perché in essi siano latenti pericoli concreti per il principio della sovranità popolare.

I principali punti della riforma

Attualmente il Parlamento è costituito dal Senato, che conta 315 senatori, e dalla Camera, composta da 630 deputati.

Vige il principio del bicameralismo perfetto in virtù del quale ogni legge deve essere approvata da entrambe le camere ela fiducia al governo deve essere concessa da deputati e senatori.Tale principio, apparentemente superfluo, nasce con il passaggio dallo Stato Assoluto a quello Liberale e con il chiaro fine dicontemperare il potere di quella che, all'epoca, era la Camera di nomina regia, quindi non elettiva.

Con il referendum verrà chiesto ai cittadini di accettare che il ruolo del Senato sia ridimensionato a rappresentante delle Regioni e punto di raccordo tra Stato-Regioni-Comuni. Potrà esprimere pareri e chiedere modifiche a leggi già approvate dalla Camera la quale potrà, in ogni caso, rifiutare. Degno (o, probabilmente, indegno) di nota risulta essere il fatto che i senatori non verranno più eletti direttamente dai cittadini.

Tali provvedimenti, chiaramente, andranno a rimpinguare di potere le casse dei deputati a discapito dei senatori e, cosa ben più importante, a discapito della democrazia e del principio della sovranità popolare. A placare gli animi, udite udite,ci pensa la riduzione del numero dei senatori da 315 a 100 e la sospensione della retribuzione da senatori... Senza dubbio è allettante per chi è costretto a vivere con 500 euro al mese ma, potenzialmente, si tratta delle stesse persone che per la democrazia hanno combattuto, che l'hanno desiderata.

Chi è disposto ad accettare che gli venga negato il diritto di decidere chi deve magiare alla sua mensa... per 30 denari? Perché sì, di trenta denari si tratta : Marco Travaglio e Silvia Truzzi in "Perché No – Tutto quello che bisogna sapere sul Referendum d’autunno contro la riforma Boschi-Verdini" spiegano come i risparmi ottenuti dalla riduzione dei senatori siano pari a quelli che sarebbe facile ottenere diminuendo del 10% lo stipendio di deputati e senatori.

Alla riforma del Senato si aggiungono due punti critici:

- molte materie, tra cui la politica dell'occupazione, la sicurezza sul lavoro, l'ambiente, gestione delle infrastrutture torneranno di competenza esclusiva dello stato;

- attualmente al fine di proporre un disegno di legge di iniziativa popolare sono sufficienti 50.000 firme, qualora vincesse il SI, ne serviranno 150.000. Situazione analoga si presenta per i referendum abrogativi: il quorum scende, ma il numero di firme necessarie passa da 500.000 ad 800.000.

La Costituzione italiana e l'Italia democratica non meritano di essere svilite, vanno tutelate e difese.

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