Nella nostra epoca, causa il frenetico utilizzo di internet e della dimensione virtuale, assistiamo paradossalmente all’isolamento ed al progressivo perdersi del senso critico che ci consente di dare una valutazione oggettiva, ai fenomeni e alla realtà che ci circonda. In un’era di globalizzazione estrema, ci pare di cogliere nei fruitori del web, una solitudine drammatica, che spinge a chiudersi nella propria soggettività, precludendo tutti quei rapporti generati da un contatto non solo fisico, ma empatico ed emozionale.

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Si ricorre quasi ad un isolamento volontario, ricorrendo il più delle volte a contatti virtuali, in grado per una deformata logica relazionale, di soddisfare il conseguimento del piacere. Ed ecco, per esempio, che i social network, primi fra tutti Facebook e Twitter, diventano terreno fertile in cui esplicare il lato oscuro, trasgressivo della propria sfera emozionale. Quel lato oscuro del piacere che spinge l’uomo in una dimensione segreta, senza limiti di tempo e/o spazio, in cui delinearsi, avulsa dalla morale imperante.

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L'antecedente che annulla i preliminari

E’ in questa dimensione che la sessualità riteniamo trovi la libertà estrema che il selvaggio mondo del web offre: non esistono vincoli tradizionali, regole morali ed ogni cosa, purché sia virtuale è lecita. Il "contattare", allora, diventa l’approccio, la prima oggettivazione delle fantasie erotiche e tutto si trasforma in un non spazio eccitante, trasgressivo, piacevole e oscuro.

Il registro verbale cambia, utilizzando strumenti, quali foto o video, trasformandosi in un mezzo in grado di scatenare la dirompente forza dell’eros e di una pornografia self made, nello spazio discreto delle proprie case, trasformate in alcove o set cinematografici in cui girare filmati hot.

E allora il piacere non è un optional; corrisponde ad un diktat della società neo-liberale, soddisfa il narcisismo imperante che caratterizza uomo o donna che sia.

Diventa un diritto; è un modus vivendi, legittimato dalla libertà del web. E’ la realtà virtuale che prende il sopravvento sulla realtà. Questa volta l’immorale, non assume una connotazione di osceno, supportato dalla connotazione di privato, riservato, lontano da occhi indiscreti. L’individuo, fruitore di internet, da qualsiasi ambito sociale provenga, finalmente esercita il proprio libero arbitrio.

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Ed il cyberspazio diventa un mondo senza barriere, che consente di tuffarsi nel ‘paese dei balocchi’. Uno spazio, le cui caratteristiche sono rintracciabili nei continui rimandi ad altre pagine, altri siti, il cui contenuto eroticizzato e/o svelato, reitera un messaggio di piacere e di trasgressione, che spinge il navigatore ad una ricerca convulsa ed eccitata, privandolo di quella sfera emotiva che ci fa rimpiangere gli incontri per strada, il sesso consumato in macchina e le lettere d’amore: il tutto divenuto oramai fuori moda.

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