La scuola pubblica italiana stenta a partire e questa situazione è sotto gli occhi di tutti, compresi quelli dell’opinione pubblica rappresentata dalle numerose famiglie degli alunni. Chi poteva immaginare che si poteva arrivare fino a questo punto? Ancora oggi, il 7 ottobre 2016, molte scuole sono alla ricerca di completare il proprio organico, senza il dovuto successo.

Le previsioni erano giuste: la scuola pubblica è sull'orlo del 'baratro'

Non è catastrofismo o voglia di ‘gufare’ contro il Governo. Tutto questo era già stato ampiamente previsto, anche in tempi non sospetti.

Tutti, proprio tutti…, insegnanti, collaboratori e sindacati erano coscienti di quello che la nuova riforma renziana avrebbe, di fatto, procurato al già deteriorato e moribondo compartodella scuola pubblica. A fare da contraltare, invece, ci pensano quotidianamente la Ministra Stefania Giannini, Davide Faraone e Matteo Renzi. Per loro, infatti, le cose vanno benissimo e non esiste nessun problema. Una situazione paradossale ma concretamente vissuta dagli addetti ai lavori. A via di sanatorie e di straordinarietà l’inizio di questo nuovo anno scolastico è tutto in salita ed è proprio imbarazzante non potere nemmeno spiegare compiutamente, agli alunni e alle loro famiglie, i motivi di tutto questo caos, mai vissuto in precedenza.

La realtà, insomma, ha superato la fantasia di chi preannunciava il baratro per la scuola pubblica del futuro, ideata e voluta con caparbietà da questo Governo.

Le tante tipologie di docenti: oggi a scuola prevale il 'contrastivo'

Nel mondo della scuola sono esistiti, sin da sempre, docenti in possesso di diverse ideologie di pensiero: il docente lungimirante, quello ‘istituzionale’, il ben pensante, il filo-governativo, il disinteressato, il disinformato e infine, in ordine di tempo, il docentecontrastivo’.

Quest’ultima categoria rappresenta, oggi, allo stato dei fatti, la figura più pregnante e rappresentativa all'interno di quasi tutte le istituzioni scolastiche. Tutti gli insegnanti sono divenuti contrastivi, anche coloro i quali fino a qualche anno fa erano disinteressati ai problemi legati alla precarietà dei colleghi supplenti.

A ragion veduta, oggi, tutti gli insegnanti sono indignati e si sentono sempre più traditi da un Governo insensibile, superficiale e troppo ‘sempliciotto’ nei confronti della loro professione. La condizione di precarietà avvolge tutti gli insegnantieadesso anche le labili sicurezze di quei docenti con più anzianità di servizio, stanno via via sgretolandosi, lasciando il posto all'insicurezza e alla paura di essere sostituiti dai neo immessi in ruolo, gli stessi che fino a poco tempo fa neanche prendevano in considerazione.

In passato, addirittura, accadeva che molti di questi insegnanti (prossimi al pensionamento) erano quasi infastiditi oltre che intolleranti nei confronti delle lamentele e delle dimostranze di qualche insegnante precario.

Oggi, adistanza di 14 mesi dall'approvazione della Legge 107/15, unalone di precarietà avvolge tutti, a prescindere dall'anzianità di servizio, dall'esperienza e da tutti quei diritti che fino a qualche anno fa, un insegnante della scuola pubblica, poteva vantare. Adesso, anche questi docentistano cambiando atteggiamento: siribellano alle dispotiche decisioni dei DS, si informano, visitano i sindacati e sono sempre più convinti di trovare, nei meandri legislativi, un appiglio, un cavillo o una virgola che possa finalmente farli ritornare a essere autorevoli e 'intoccabili'. Purtroppo, in questo senso, i risultati sono del tutto inesistenti.

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