A quasi due giorni dalla scomparsa del Leader della Rivoluzione Cubana Fidel Castro, una delle sue letture storiche che fa maggiormente discutere è quella del giornalista e scrittore Roberto Saviano.

Senza mezze misure Saviano rappresenta fidel castro come un dittatore che incarcerò qualsiasi forma e tipologia d’opposizione, un persecutore degli omosessuali, un rivoluzionario che ha sostituito un presidente corrotto con un regime militare, amato per ideali mai realizzati.

Saviano mette in discussione anche il sistema sanitario ed educativo Cubano, a suo dire una giustificazione alle violenze del regime cubano, violenze che spingevano gli stessi cubani a lasciare Cuba (alludendo ai festeggiamenti della comunità cubana di Miami che hanno fatto il giro del web e dei TG internazionali).

Il posizionamento di Saviano nella lettura storica di Fidel Castro ha indignato molti follower del suo profilo social ed ha indotto significative e simboliche prese di distanze da intellettuali ed artisti della scena napoletana.

Marco Messina, anima elettronica storica dei 99 Posse dal suo profilo social commenta: “La scorta che paghiamo a Roberto Saviano per fare la vittima e il tuttologo ammonta a poco meno di 3 milioni di euro l'anno. La paghiamo dal 2006, quasi 30 milioni”.

Anche Daniele Sanzone, voce storica degli ‘A67, scrittore e giornalista autore di Camorra Sound, amico di Roberto Saviano con il quale ha interagito e collaborato in più di un progetto artistico, in questo caso critica fermamente la lettura di Fidel Castro di Saviano:

Saviano che liquida Castro con 417 caratteri è a dir poco imbarazzante.

Un commento da giornalai. Bisognerebbe provare a parlare di cos'era Cuba prima di Fidel, di cos'è stata la Rivoluzione e cos'è diventata, raccontare dell'embargo americano e soprattutto provare a giudicare contestualizzando sempre. Robbè non si può sapere tutto, ma soprattutto non si può e non si deve parlare di tutto. Hai sprecato un'altra occasione per restare in silenzio”.

Intanto uno dei pochi a non essersi espresso sulla scomparsa di Fidel Castro è il premier Italiano Matteo Renzi, nel 2015, in visita istituzionale a Cuba dove incontrò Raul Castro, dichiarò di non avere insistito troppo per incontrare Fidel, non sentiva la fascinazione per il personaggio.

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