Alla quarta puntata di X Factor il bilancio parziale di questa decima stagione non potrebbe essere più devastante: non solo non si sono visti né i fuochi né le fiamme promesse dalla regia già alle audizioni ma vengono al pettine i due nodi intricatissimi di questa edizione dalle sorti alterne. Da un lato i giudici: poco motivati, spesso poco o mal preparati, sono più occupati a vendere se stessi che curare i loro ragazzi, cambiano stile da una puntata all’altra o insistono su atteggiamenti insopportabili.

Dall’altro lato i concorrenti: la loro mancanza di personalità si rivela anche nei più preparati.

Non bucano lo schermo, non trascinano il pubblico. Alla meglio distaccati, alla peggio spaventati, offrono performance poco convinte e, se cominciano a restare solo i più preparati tecnicamente, l’emozione langue e la voglia di tifare scema.

La doppia eliminazione è dietro l’angolo

Cambia leggermente il format – sempre nel tentativo di stupire un pubblico ormai anestetizzato: i nove concorrenti rimasti sono stati divisi in tre manche, perché saranno tre e non due di loro ad andare ai ballottaggi, questa sera. Tocca alla doppia eliminazione e, chissà, forse è arrivato il momento di mandare a casa i meno determinati e i meno professionali del gruppo.

È una serata alla meglio senza infamia e senza lode: nessuno brilla nella prima manche, nemmeno Eva che – complice le solite coreografie involute e macchinose del molto citato Luca Tommassini – offre una performance deludente e troppo tecnica dell’emozionante Caruso.

Bisogna aspettare la seconda manche perché Gaia riporti un po’ di vita e di energia sul palco, con la sua voce calda e un’inesperienza che la rende più immediata e diretta dei colleghi più adulti. Nella terza si distinguono i Soul System per il tanto baccano ma la solita poca coesione interna.

La questione morale dei Daiana Lou

Se Andrea è senza infamia, senza lode ma soprattutto senza grinta nella sua cover di Ivan Graziani, neanche Roshelle e Caterinaper cui Fedez ha predisposto un opportuno cambio di virata in vista delle molte critiche ricevute le settimane precedenti – fanno breccia. I giudici sono scontenti di tutte le performance: c’è molta approssimazione, le coreografie distraggono e disturbano e i concorrenti sono quasi inesistenti.

Al ballottaggio si ritrovano Fem, Loomy e i Daiana Lou, non i più brillanti della serata ma è difficile stabilire una classifica in un gruppo tanto demotivato. Sono questi ultimi a offrire il colpo di scena, tuttavia: si ritirano, scoprendosi improvvisamente disgustati che nel mondo della televisione si può mettere in scena “un memoriale per un ragazzo morto e subito dopo una pubblicità di patatine”. È una scelta di cuore, dicono. Alvaro è incollato alla sedia, senza parole, Arisa è in confusione totale – costretta a non scegliere fra i due suoi pupilli quale eliminare.

Lunghi sono i momenti di tensione e gli scambi di battute fra un Fedez molto piccato e i Daiana Lou – dal comportamento incostante e bizzarro quanto le loro performance.

Alla fine il verdetto del pubblico arriva chiaro: si salva Loomy e Fem lascia il palco, promettendo che sentiremo ancora parlare di lui.

Il grande sconfitto della serata, però, è sempre quello: un pubblico che ha perso la speranza di vedere questa edizione ingranare la marcia, incagliata fra polemiche sterili e giudici che – loro per primi – non riescono a dare una direzione né allo show né ai loro, troppo persi, ragazzi.