dj Fabo ci ha lasciato alle 11.40 di oggi (27 febbraio 2017 ndr). Lo ha comunicato Marco Cappato, presidente dell'Associazione Luca Coscioni. L'associazione che da anni lotta per introdurre nel nostro ordinamento la legalizzazione dell'eutanasia assistita. Dedicata alla memoria di Luca Coscioni, consigliere comunale di Orvieto e presidente dei Radicali Italiani dal 2001 al 2006, anno della sua scomparsa, affetto da SLA (Sclerosi laterale amiotrofica). Dj Fabo si è reso protagonista, negli ultimi mesi, tramite la fidanzata di accorati appelli alle istituzioni e al Presidente della Repubblica, per sollecitare lo sblocco di un progetto di legge, in merito al fine vita, giacente in Parlamento da anni.

Dj Fabo all'anagrafe Fabiano Antoniani, diventa cieco e tetraplegico dopo un drammatico incidente automobilistico, nell'estate del 2014, di ritorno da un noto locale milanese. Lo scontro è atroce. L’impatto lo sbalza fuori dall’abitacolo a metri di distanza. Da allora, vive in una gabbia. Non può vedere, non può muoversi. Eppure Fabiano, non si arrende. Prova nuove terapie anche dolorose, senza esito.

Gli appelli inascoltati di DJ Fabo

Un calvario che lo porta allo stremo delle forze. Si sente prigioniero e desidera porre fine ai suoi giorni dignitosamente. Ancora una volta, la politica ha deciso di non decidere e Dj Fabo, accompagnato da Marco Cappato, decide di recarsi in Svizzera paese dove la pratica dell'eutanasia è consentita.

"Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo". Dichiara Cappato. Lo stesso Fabo lascia una sorta di video testamento sui social "Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato purtroppo, con le mie forze e non con l'aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato..".

Nel silenzio assordante della politica, l'unica voce che avrebbe dovuto tacere è quella di Francesca Immacolata Chaoqui. Condannata, con la sospensione, dai giudici vaticani a 10 mesi di reclusione per aver diffuso documenti riservati. La Chaoqui "ha definito DjFabo un "vigliacco non un eroe", forse nel tentativo di riavere visibilità ai piani alti del vaticano.