In questi giorni nel susseguirsi di voci sulla possibile scissione nel Partito Democratico,non è passato inosservato l'appello di Pierluigi Bersani,con cui si invitavano ed esortavano Renzi e i renziani a fermarsi.Questo appello ha suscitato un grande dibattito tanto da essere oggetto di una precisa e circostanziata risposta da parte di Piero Fassino.

Unità o rottura?

Non è la prima volta che Bersani affida le proprie intenzioni ai giornali.Già prima del referendum del 5 dicembre il leader della minoranza dem anziché aspettare la direzione del PD (luogo naturalmente deputato alle discussioni) annunciò a un noto giornale che avrebbe votato "NO" al Referendum,segnando la strada della minoranza.

Proprio nel corso della lunga campagna referendaria,e più in generale,osservando le dinamiche politiche,abbiamo imparato che in Politica si può essere irresponsabili in molti modi.Il peggiore di questi però consiste nel voler perseguire una rottura mentre si dice di voler cercare unità. e cioè chiudere la porta in faccia agli altri facendo finta di tenerla aperta.

E ora cosa succederà?

Lo spettacolo cui assistiamo in queste ore ricorda per certi versi quello (vissuto solo qualche mese fa) della titubanza da parte della minoranza a votare Si al referendarum (pur avendo sostenuto la riforma in Parlamento).

All'epoca infatti,da "abili mestieranti", misero paletti sulla legge elettorale in cambio del voto positivo al referendum, per poi cambiare rotta all'ultimo minuto con la bocciatura dell'intera riforma e ciò nel momento in cui Gianni Cuperlo otteneva una totale "apertura" da parte della maggioranza del Pd per proporre cambiamenti alla legge elettorale.

Adesso sul tema "Scissione" (con conseguenze della stessa gravità) stiamo assistendo allo stesso giochino da parte della Ditta.

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Politica

Barricate per fare il congresso (così come fu per modificare l'Italicum); raccolte di firme online; minacce di ricorrere alle carte bollate. Ma non appena tutto questo viene concesso (e votato a larga maggioranza dall'assemblea) ecco il rapido dietrofront.Improvvisamente il congresso non soddisfa più. I tempi non sono maturi. Le date sono troppo ravvicinate.

Un trionfo di giri di valzer

Lo stesso Bersani,da buon predicatore,pur sottolineando che "è stata zittita ogni richiesta di discussione vera.Dunque ognuno deve riconoscere che c'è parecchio da correggere nell'azione di governo e nella vita del partito.

E c'è assoluta urgenza di farlo" da politico navigato sacrifica la tanto decantata urgenza sull'altare degli interessi e della sopravvivenza politica della minoranza.

Concludendo la sua brillante analisi con un rinvio del congresso e delle problematiche connesse alle calende greche.In sostanza, predica bene e razzola male.

Ed anche stavolta la strada della minoranza è segnata.

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