Il sito di Repubblica riporta una notizia che, in questi tempi di jobs act, voucher, precariato selvaggio, potrebbe passare tranquillamente inosservata. Una signora di Fiumicino di nome Valentina lavora da 10 anni in un negozio di Dolce e Gabbana all'interno dell'Aeroporto, quando il 7 Maggio del 2015, scoppia il famoso incendio al terminal 3 e dove vengono liberate quantità notevoli di diossina, che causano diversi problemi, sopratutto di carattere respiratorio, all'utenza e ai lavoratori presenti non solo quel giorno, ma anche nei giorni successivi.

Questi problemi hanno costretto molti di noi a rimanere a casa dal lavoro e alcuni, come Valentina, hanno subito conseguenze a lungo termine sulla propria salute. Nella maggioranza dei casi nulla di particolarmente invalidante, ma certamente qualcosa di fastidioso e in qualche modo fonte di preoccupazione, in quanto, come nel caso di Valentina, è stato accertato mediante referto medico che c'è stata un'intossicazione da Diossina. Nel caso specifico, poi Valentina è rimasta a casa per circa 8 mesi a causa della malattia, e nel frattempo, al'interno dell'azienda si è deciso, come dichiara la stessa Valentina a Repubblica, di chiudere il punto vendita.

L'azienda decide di trasferire tutti i dipendenti tranne due Valentina e un'altra sua collega,che aveva avuto un problema simile, nel nuovo punto vendita aperto nel terminal costruito dopo l'incendio.

Mentre a loro due viene proposto un trasferimento a Milano o Capri. A seguito del rifiuto procedono con il licenziamento.

Le riforme del lavoro sono veramente di beneficio alla crescita economica?

Questa storia è emblematica del clima di incertezza e precarietà in cui è caduta tutta la classe lavoratrice italiana, senza distinzione tra ceto medio e classe operaia.

Distinzioni ormai anacronistiche e buone solo per i libri di testo di storia economica dell'università.

Certamente, conoscendo il libro bianco sul lavoro e l'occupazione stilato dal compianto Marco Biagi e dai suoi collaboratori più stretti, non era nelle intenzioni dei riformatori, portare il mercato italiano del lavoro a questi livelli di precarietà e assenza completa di ogni tipo di tutela.

E se questo è vero per un lavoratore dipendente, a cui, per inciso, erano state offerte 10 mensilità a titolo di buonuscita, tanto più per i milioni di co.co.co o co.co.pro. o partite iva, che di fatto sono lavoratori dipendenti.

I dati comunicati dal'Istat sull'andamento dell' occupazione che cala vanno letti nella giusta luce. infatti iol dato è calato a causa del fatto che molti più italiani hanno rinunciato a cercare un lavoro, forse per l'età o perché scoraggiati da un mercato del lavoro di fatto inesistente.

Forse, sarebbe il caso di ritornare allo spirito della riforma di Marco Biagi e predisporre delle tutele vere, con dei compensi veri. Poiché dietro un lavoratore che perde il lavoro, molto spesso, c'è una famiglia che soffre insieme a lui.

E' un concetto semplice da capire, ma troppo spesso dimenticato.

Speriamo che qualcuno raccolga il messaggio e intervenga di conseguenza.