“DETERMINATI a porre le fondamenta di un’unione sempre più stretta fra i popoli europei, DECISI ad assicurare mediante un’azione comune il progresso economico e sociale dei loro paesi, eliminando le barriere che dividono l’Europa [...]” Così recita il preambolo dei Trattati di Roma siglati nel 1957 da Francia, Germania ovest, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo, che diedero vita a una forma primordiale dell'Unione Europea, la Comunità Economica Europea (CEE).

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La campagna elettorale dell'Europa

Il 2017 sta rivelandosi un anno catartico per l’Unione Europea e gli appuntamenti elettorali, iniziati già nel 2016 in Croazia e Austria, sono a conferma di questa fase critica e necessaria per la sopravvivenza dell’Ue. Tuttavia, perché l’UE sopravviva non deve soltanto affidarsi alla persuasività dell’enfant prodigue capace di sedare i livori con slogan oppiacei, o sperare che un attentato terroristico alla vigilia delle elezioni non corrompa le intenzioni di voto.

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Le Elezioni svolte in Austria, Olanda e Francia, nonostante abbiano decretato la vittoria delle forze politiche europeiste, hanno squarciato il velo di Maya e messo in luce tutte le contraddizioni e le fragilità di questa Europa. Né sono servite le celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma a riaffermare una smarrita identità europea, considerata la pesante assenza del Regno Unito, che ancora oggi continua ad essere una pedina determinante.

Il ruolo del Regno Unito

Nonostante sia irreversibile il processo di fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europa (noto come Brexit), il risultato delle elezioni che si svolgeranno tra pochi giorni in UK, potrebbe essere più decisivo dell’esito del referendum per la Brexit.

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Elezioni Politiche

Insieme alla vittoria di Alexander Van der Bellen, Mark Rutte e Emanuel Macron, la vittoria del laburista Jeremy Corbyn sulla conservatrice Theresa May, potrebbe ulteriormente scoraggiare il “trumpismo europeo”. Esattamente lo stesso “trumpismo” di cui il Regno Unito si è fatto araldo nel nostro continente, ancor prima che Donald Trump fosse eletto Presidente degli USA. In verità, Corbyn è del tutto intenzionato a rispettare l’esito del referendum del 23 giugno 2016, ma non è un mistero la sua volontà di adottare una linea più morbida nelle trattative con Bruxelles, rispetto alla rivale May che parla di “hard Brexit”.

Le nuove sfide dell'Europa

La sorte dell’UE non si gioca unicamente in trasferta l’8 giugno, o nelle prossime partite in casa (in Germania a settembre e probabilmente in Italia ad ottobre). Superate queste tornate elettorali, l’UE non deve dare per scontata la propria esistenza e illudersi di poter vivere ancora per altri 60 anni. Non dimentichiamo in quali condizioni versa ancora la Grecia, o la deriva autoritaria di Polonia e Ungheria, insieme ai malumori emergenti anche in Repubblica Ceca, Svezia e Danimarca.

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A prescindere dal risultato delle urne nei singoli Stati, il destino e la credibilità dell’UE sono in mano all’Unione stessa che ha il dovere e l’obbligo di ascoltare e comprendere le ragioni e la rabbia degli euroscettici.

Come? Innanzitutto mettendo in discussione se stessa e le sue politiche sociali ed economiche. Un’auto psicanalisi le servirebbe per riconoscere i propri errori e concretizzare quei principi astratti, riconosciuti e dichiarati nei trattati, ma di fatto mai applicati.

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Inoltre, ora che l’America di Trump mira a isolarsi e disinteressarsi sia del vecchio continente (auspicando la progressiva dissoluzione dell’UE e la riaffermazione degli Stati nazionali) sia del mondo intero (si pensi all’intenzione di Trump di abbandonare gli Accordi di Parigi), l’Europa deve smettere di essere un coro di voci dissonanti e aspirare ad essere un’unità capace di affermare la propria forza nelle sfide più importanti del nostro tempo come l’immigrazione infinita di chi fugge dalla guerra e la miseria dell’Africa, la minaccia del terrorismo islamico, la Libia, la Turchia, la Siria, lo Yemen e la nascente crisi del Golfo che vede il Qatar isolato.

“L’Europa è nata ieri” e morirà domani, speriamo che oggi sia ancora viva.

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