È scomparso uno degli ultimi grandi comici del cinema e della cultura italiana. Paolo Villaggio, celebre soprattutto per la saga (10 film) cinematografica del ragionier fantozzi con cui ha magnificamente illustrato la psicologia media e comune italiana per decenni. Ora Fantozzi è volato in paradiso come uno dei suoi ultimi film della serie: purtroppo non tornerà clonato come il suo ultimissimo, “Fantozzi 2000: la clonazione”, vero e proprio travolgente volo nel futuro prossimo che merita già una breve analisi retrospettiva.

Il ragionier Fantozzi torna in vita

Probabilmente non fu il film di maggiore successo per Paolo Villaggio: pure la trama anche semplice e avveniristica è a dir poco esilarante ed estrema nell'illustrare ulteriormente l'uomo comune contemporaneo da un lato, in bilico tra schiavitù moderna e ribellismo e tutti i noti aspetti dell'economicismo cinico imprenditoriale nel tardo capitalismo.

Fantozzi, scomparso qualche tempo prima, viene clonato e riportato in vita per delibera del CDA della sua antica azienda che lo rivuole come esempio di impiegato perfetto e “robot” esecutore della politica aziendale.

Da cui tutta una serie di eventi e paradossi, gag e battute che ricorda eccome, anche per il tema tecnologico, il migliore teatro di varietà che fu futurista e marinettiano, dello stesso Petrolini. Purtroppo, per i fans di Villaggio, la clonazione non è una tecnologia concreta.

Le atmosfere da film di fantascienza, asettiche, con alcuni dei personaggi storici e altri diversi dai fim precedenti, la moglie Pina e l'amante collega Silvani, il direttore cibernetico o galattico Arci Duca della “Megaditta” e al posto della figlioccia “racchia” una nipote postpunk eccetera, descrivono con perizia alla Moliere la trasformazione elettronica e dei costumi sociali del capitalismo stesso, dall'era della televisione alla nuova età dei computer, di Internet e della scienza quotidiana.

Paolo Villaggio e il futuro

La satira stessa di Fantozzi nel suo film comico fantascientifico riflette tale differenza sociale rispetto alla comicità simile ma già differente dei film antecedenti della serie, quando la televisione ed il cinema erano i media dominanti rispetto al computer e poi il successivo, all'epoca, Web. Se Fantozzi in Paradiso, tra i suoi film, alla fine, come logica naturale, in certo senso si è avverato, mentre Fantozzi e la clonazione è destinato attualmente al solo regno dell'immaginario, quest'ultimo film sarà certamente ricordato in futuro, magari nel 2100, quando la vita artificiale e persino la clonazione saranno probabilmente prassi esistenziale cosiddetta transumanista: un modo per superare la morte e in un futuro dove l'uomo e la macchina vivranno realmente in simbiosi come molti indizi già si segnalano ampiamente nel presente, tra Internet, smartphone e app ormai quotidiane.

Più nello specifico in Italia la fantascienza cinematografica è stranamente marginale rispetto al mondo anglosassone o nipponico. Salvo alcune eccezioni, alcuni excursus nel genere di registi e attori anche famosi nella storia del cinema italiano: come appunto Fantozzi e la clonazione, Io e Caterina (una robot femmina) di Alberto Sordi e il più “serio” Nirvana, con Abatantuono di Salvatores.

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