Il genero di Trump, l'affarista Jared Kushner, è l'architetto della catastrofica politica estera dell'amministrazione Trump. Il giovane stratega dell'Alt Right, apparentemente inesperto, ha saputo fare da mediatore fra la fazione globalista dell'oligarchia USA e quella nazionalista mettendosi sul medesimo campo del rivale Soros: quello degli affari. Trump non può che trarre vantaggio - rispetto agli avversari politici Obama e Clinton - da un genero così capace.
Kushner e la lobby ebraica
La lobby ebraica ha portato Donald Trump su posizioni sioniste e guerrafondaie.
Il tenente generale, Michael T. Flynn, ha agito per conto d'Israele con l'obiettivo dichiarato di guadagnarsi l'astensione russa dinanzi alle nuove colonie israeliane. Messo sotto accusa è stato costretto al silenzio: Flynn non ha parlato contro Trump. Jared conta più di qualche giudice sopra le righe.
Dal colpo di stato saudita all'imperialismo israeliano
Quest'abile stratega sta trasformando Trump in un monarca. Analizziamo i suoi intenti. L'Arabia Saudita dovrà, nel giro di qualche mese, cessare d'essere una monarchia ereditaria per trasformarsi in una dittatura pinochetista; il principe ereditario, Mohammed bin Salmen (MBS), ha agito sotto ordine del marito della convertita Ivanka. Eliminati i Saud, rimarrà un solo dittatore: MBS.
Lo spostamento dell'ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme è un regalo all'estrema destra israeliana. Lo Stato razzista d'Israele gode nel passaggio del testimone a Washington: dai neoconservatori al palazzinaro kosher. Il mondo arabo - dallo Yemen alla Palestina - sanguina; il colonialismo occidentale non ha pietà.
Un piano razzista e colonialista
Il mondo arabo ha protestato davanti l'affronto di Trump, Kushner e Netanyahu; Gerusalemme è città islamica, appartiene alle tre grandi religioni abramitiche e non al sionismo imperialista, una ideologia militarista, guerrafondaia ed oscurantista. Le manifestazioni in sostegno del popolo palestinese sono giuste, sacrosante e conformi alla legalità internazionale.
La Palestina resiste coraggiosamente. La decisione dell'amministrazione USA ha riscosso l'opposizione dei paesi terzi, ma, senza ombra di dubbio, Washington e Tel Aviv credono, oramai da diversi decenni (Israele da sempre), che chi ha il monopolio della forza possa schiacciare il resto del mondo. I loro leader sono instabili, irresponsabili, politicamente accecati dal loro stesso, antidemocratico, potere. Vogliono la guerra, ma troveranno il collasso del capitalismo: truffaldino ed usuraio.