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Anno nuovo, vita nuova. Una frase apparentemente scontata di grande portata perché indica la possibilità di un rinnovamento che in realtà non è per nulla automatico.

Il passaggio ad un nuovo anno è per taluni tempo di bilanci, più o meno sommari, sulla propria vita che, alla luce degli ultimi 365 giorni, può apparire più o meno vicina alle proprie aspettative, desideri, sogni.

Sicuramente non tutti, durante i festeggiamenti dell'ultimo giorno del 2017, si saranno ritagliati una piccola parentesi per soffermarsi su questi aspetti esistenziali.

Tuttavia, anche ai più pratici sarà sovvenuto qualche ricordo significativo - più o meno bello - dell'anno passato, e nel fare gli auguri per il nuovo avrà senz'altro immaginato qualcosa di buono per sé.

Guardare al passato è importante per decidere il proprio futuro

L'attenzione sull'importanza di compiere una riflessione all'inizio del nuovo anno è stata richiamata da una voce molto ascoltata in tutto il mondo, che quasi giornalmente incoraggia ed incita l'umanità, a partire dai singoli individui, ad aderire a valori universali come amore e compassione per ottenere un vero benessere globale.

Molti sono i discorsi pubblici, le interviste e i libri attraverso cui Il #Dalai Lama - leader del buddismo tibetano - comunica e divulga questi ed altri concetti.

Ma oggi, in occasione del 50° anniversario del Central Institute of Higher Tibetan Studies di Varanasi, in India, sua Santità si è espressa riferendosi soprattutto a questo inizio anno.

Un giorno in cui è davvero importante, sottolinea, chiedersi cosa si pensa dell'anno appena trascorso.

Che cosa si prova guardando alla propria vita dell'anno passato?

Se si fa strada un senso di contentezza, probabilmente si è vissuto bene, ma si potrebbe provare anche una sorta di rammarico per aver incontrato problemi o difficoltà.

Alla luce di questa eventualità, il Dalai Lama esorta a focalizzarsi sui progetti per il 2018 che possano permettere poi di lasciarlo andare con un senso di felicità e di gioia. E questo è possibile solo grazie all'intenzione consapevole di vivere in modo buono il proprio ruolo nella vita.

Un effetto-onda che può condurre al cambiamento l'intera società

Così facendo, si produce un effetto che va ad incidere positivamente in primis sull'individuo e poi a a catena su chi lo circonda: famiglia, amici, vicini, comunità...Fino ad arrivare alla società tutta, che ottiene così un effettivo cambiamento.

La vera trasformazione, come ha spesso ripetuto Tenzin Gyatso, non parte affatto dalla società ma dall'individuo; solo il singolo può permettere, partendo da se stesso, la vera trasformazione globale.

E' quindi un errore aspettarsi dei cambiamenti da fuori: essi cominciano sempre dall'interno per poi espandersi all'esterno. #Campodanno