Su report, nei giorni scorsi dedicato anche al transumanesimo, alla fine è scaturita una ennesima polemica (oltre a quella sul conduttore, ma in questa analisi fuorviante) riguardo presunti rigurgiti totalitari di memoria nietzschiana volgarizzata. In particolare, per una breve intervista al filosofo e transumanista italiano, Stefano Vaj, segretario dell'Associazione Italiana Transumanisti. Una vecchia storia che è sempre opportuno confutare, se non altro perché, appunto, il ritornello è sempre quello, dopo Nietszche e le sue teorie sul Superuomo.

Letteralismo e Ermeneutica

Più nello specifico, qualsiasi interpretazione di un filosofo così complesso come il profeta stesso di Zarathustra e capace di analizzare diversi giochi linguistici con modulazioni persino simultanee e solo arbitrariamente isolabili, altro non può che privilegiare in sede critica -appunto- interpretazioni cosiddette simboliche o ermenutiche, mai in chiave nominalista e letteralista, secondarie e insignificanti nel caso di Nietzsche e la sua opera.

In tal senso, non lo diciamo noi ma parecchie autorevolissime figure di qualsivoglia matrice eventualmente ideologica, basti pensare a un Giorgio Colli o a un Massimo Cacciari, la teoria del Super Uomo di Nietzsche era e resta tutt'oggi uno dei messaggi biofili e conoscitivi culturali più alti nella storia del pensiero umano di tutti i tempi. Non ha nulla a che vedere con certa vecchia critica miserrima e sprovveduta sul piano conoscitivo, storico, estetico e finanche a livello di teoria della conoscenza, oggi anche tornata in voga in certo paleoumanesimo reificato, alienato che vede totalitarismi e rigurgiti nazisti ovunque, senza invece captare il probabile e proprio nazismo interiore (due righe di Freud, Jung e Lacan ad esempio e si tratta persino di psicanalisi elementare).

ll Superuomo di Nietzsche è la denuncia sistematica dell'uomo senza qualità, appunto, il cosiddetto uomo-massa negativo della modernità e del nostro tempo incapace di distinguere tra la bomba atomica e la coca cola, con una iperbole esemplificativa: in quanto autopredatore del peggior nichilismo e relativismo, ostile alla sublime differenza genetica (ogni individuo è simile ma unico) e soggettiva che scientificamente certifica la libertà umana almeno potenziale. L'uguaglianza è un concetto giuridico democratico fondamentale ma non psicologico e neppure genericamente "sociale".

Nietzsche e le Intelligenze Artificiali

Certa evoluzione sociale tecnoscientifica, con la possibilità concreta nei prossimi decenni o secoli di nuove specie intelligenti, pensanti e persino affettiva nascenti ex novo, si parli di robot, supercomputers, AI, cyborg, homo cyborg, oggi permette una nuova analisi del superuomo nel senso di un super post umanesimo, laddove l'uomo nel mondo reale si trasformerà esso stesso (per sua libera scelta grazie a svariati potenziamenti artificiali) o appunto avrà "generato" grazie alla tecnoscienza nuovi organismi intelligenti ecc.

In tal senso, se tali novità biologiche, artificiali o un mix di esse, avranno caratteristiche oggettivamente superiori sul piano cognitivo e sensoriale all'homo sapiens storico, si potrà anche parlare del Superuomo di Nietzsche venuto veramente alla luce e non solo a livello simbolico o potenziante. Non si capisce scientificamente parlando quali limiti bioetici in tal senso siano ragionevoli o suffragabili dalla benché minima prova scientifica se non chi è contrario per mere motivazioni irrazionali, sia ben chiaro legittime se circoscritte alla libera scelta e opzione personale.

Persino nei testi sacri che vanno anch'essi letti soprattutto in chiave ermeneutica o simbolica, altrimenti non si distinguerebbero da patografie psichiatriche non esiste nulla in tal senso contro l'idea filosofica o artistica o anche bioprevisionale del Super Uomo.

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