In un momento politico difficile, come quello attuale, i partiti responsabili devono riflettere seriamente. La Lega rifiuta, a meno di ripensamenti, l'opportunità di continuare a trattare per un Governo Conte, mentre il M5S, più possibilista, ritiene invece consigliabile riannodare i fili del dialogo interrotto, per risolvere i problemi più urgenti degli italiani. Dall'altra parte, Carlo Calenda, leader emergente nell'area di sinistra, propone un fronte politico repubblicano, partendo da comitati civici, con a capo il Presidente Gentiloni. Lo stesso Calenda, in questo ipotetico fronte, dichiara di volersi battere in prima fila, al fianco di Gentiloni, sulle scelte di fondo che gli italiani dovranno fare: vogliono stare in Europa o scivolare in Africa?

Non tutti però nel Pd sono dello stesso parere, a partire da Martina. Dopo il fallimento dell'ipotetico Governo Conte (mai nato), alti esponenti del PD hanno pesantemente criticato M5S e Lega, addebitando loro la colpa dello Spread incontrollato: il PD si è dimenticato di precisare che i due avversari insieme non hanno ancora governato e che le variazioni dello stesso spread è dovuto, in parte, al governo Renzi prima, e Gentiloni poi, pervenuti per eredità. Si tratta, a nostro avviso, di una polemica priva di fondamento, che, a lungo andare, si ritorce contro lo stesso PD.

Trattativa per il nuovo Governo

Il dialogo per la formazione di un nuovo Governo continua, dopo il fallimento dell'ipotetico Governo Conte; ora siamo a quello del prof. Carlo Cottarelli, non ancora definito, ma con la lista dei ministri già predisposta. Si sono, però, verificate delle novità, negli ultimi due giorni, per cui è possibile annodare il discorso iniziale, (quello cioè del Governo Conte) con qualche modifica, per dare al paese un vero accordo politico. Siamo in attesa di novità per avere maggiori dettagli a riguardo.

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M5S Pd

Nuovo partito in gestazione

Il balbettio ultimo nel PD induce a pensare a progetti tenuti in riserbo, che stanno maturando, e prossimi all'attuazione. Ormai non è più un mistero, e tutti parlano di un nuovo partito, già da tempo programmato, da realizzare insieme a Forza Italia. Progetto che tutti intuivano, a seguito di comportamenti nel percorso politico del PD. Le elezioni del 4 marzo 2018, infatti, hanno mandato un messaggio molto chiaro, segnalando al PD la necessità di un cambio di passo, per interrompere l'emorragia di voti.

Ad oggi, non è successo nulla di concreto. Renzi ha presentato le dimissioni da segretario del partito, anche se ancora continua a determinarne le scelte. Il partito al suo interno ha diverse articolazioni: si va dal Csx tradizionale, rappresentato da Zingaretti, Orlando ecc.., a Renzi, che guarda all'europeismo alla Macron. La sinistra non è adeguatamente rappresentata negli organismi dirigenziali, in cui prevale la maggioranza pilotata da Renzi.

Per le poche notizie di stampa, la nuova creatura dovrà somigliare all'europeismo alla Macron.

Seguiremo gli eventi per conoscerne i particolari.

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