I risultati dei ballottaggi di domenica 24/06/2018, confermano l'avanzata della maggioranza giallo-verde che sostiene il Governo Conte. Avellino e Imola hanno già un Sindaco 5 stelle. Le due città sono state ininterrottamente amministrate, negli ultimi 70 anni, la prima dalla DC e la seconda dal Pd (sinistra). Una vittoria storica. Avanza ancora, con nettezza, la coalizione di Matteo Salvini, conquistando città storiche come Pisa e Siena, che da oltre 70 anni sono state simbolo della sinistra.

La Lega ha vinto a Terni con circa il 51% dei voti, e si propone come obiettivo, per la prossima tornata elettorale, di aggiudicarsi anche Firenze, Prato e Lucca. C'è da credergli. Il vero sconfitto di questi ballottaggi è il PD. La perdita dei comuni citati è un segnale importante dall'elettorato, di cui non si può ignorare la portata. Gianni Cuperlo ritiene che, prima di tutto, bisognerà 'chiedere scusa'. Nessuno ad oggi ha recitato 'il mea culpa': è tutta colpa degli altri.

Nuovo modo di giudicare la politica

L'elettorato è selettivo, e non si lascia incantare dalle sirene. Tra le cause, a nostro avviso, che hanno contribuito ad un simile crollo, vi è sicuramente il massiccio attacco all'attuale Governo da parte del PD. Si è criticato l'avversario pesantemente, prima ancora che cominciasse ad operare: questo non è giusto. Poche consolazioni per il PD, che ha avuto successo ad Ancona e Brindisi, ma ha dovuto cedere il passo in tanti altri comuni.

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Politica Matteo Salvini

I risultati parlano con chiarezza e non vi sono dubbi sull'orientamento politico dell'elettorato. La tendenza che si è manifestata in Italia ricalca, in parte, quella che è in atto in tutta Europa, negli ultimi tempi. Il lavoro politico di Matteo Salvini volge quasi alla fine: ha ottenuto quello che si era proposto. La prova di forza ad Imperia, con la vittoria di Scaiola, ha sconfessato la linea Toti, che non ha funzionato.

Manovre nel Partito Democratico

È un momento difficile all'interno del PD. Alcuni dirigenti come Franceschini ed Emiliano sono per un congresso subito. Si attende la prossima assemblea nazionale del 7 luglio, per capire le nuove mosse del partito. Potrebbe anche trattarsi di una resa dei conti. La corrente dell'ex ministro della giustizia Orlando ritiene che, con la situazione in corso, non ci si possa limitare a chiedere un segretario, ma chiedere un fase costituente'.

Carlo Calenda, da pochi mesi iscritto al PD, raccoglie parziali consensi anche tra le fila di Orlando. si parla della linea che guarda alle novità. Lo stesso Calenda non ritiene più adeguate 'persone, idee, linguaggi' e guarda oltre il PD stesso, con necessarie modifiche.

Si fa strada la candidatura di Maurizio Martina, per la quale si erano già espressi a favore i renziani e parte della maggioranza.

I recenti ballottaggi però hanno rimesso tutto in discussione, compresa la nomina di Martina, per poter rinviare il congresso dopo le elezioni europee. Boccia, Franceschini ed altri sono tutti d'accordo nel dare il via al congresso in tempi brevi. Spunta così anche la candidatura di Nicola Zingaretti, governatore del Lazio.

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