É sorto ufficialmente un nuovo Comitato, che conta attualmente 20 membri, scelti tra le personalità del mondo della cultura, dell'economia, delle professioni, del lavoro, dell'imprenditoria e del volontariato, con l'intento di redigere un nuovo programma utile all'Italia. Il suo Presidente, l'economista Carlo Cottarelli ha diretto la conferenza stampa, anche in streaming su Facebook, mercoledì 10 marzo, alle ore 11:00, insieme ad alcuni membri dello stesso Comitato.

Sono cinque, tra partiti e associazioni, che hanno voluto questo comitato: Azione di Carlo Calenda, +Europa di Emma Bonino, Partito Repubblicano Italiano, Alleanza Liberaldemocratica per l'Italia (ALI) e I Liberali (queste ultime due, sono delle associazioni).

L'obiettivo ultimo, dichiarato da Cottarelli, è di dare nuovo vigore al nostro Paese

Un primo 'affondo' del Presidente ai maggiori partiti presenti in Parlamento, in riferimento al cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza, lo si può intuire dalle sue stesse parole: “Il PNRR rifletterà necessariamente, data la coalizione di governo, il minimo comune denominatore di una coalizione che è molto variegata”.

Ha inoltre aggiunto che gli ispiratori di questo Comitato pensano che al di là dell'immediato, sia necessario presentare all'opinione pubblica "un programma che sia coraggioso e soprattutto coerente, ispirato da una chiara matrice di pensiero, da una visione del mondo, da principi ispiratori che dovrebbero guidare la società italiana".

Il medesimo comitato ha una sua identità perché, a detta sempre di Cottarelli, i principi base sono, oltre alla fede nella democrazia parlamentare e all'ancoraggio europeo e atlantico, l'affermazione della uguaglianza di opportunità, del merito (come principio guida sia nel pubblico che nel privato), e la solidarietà sociale (senza cadere nell'assistenzialismo).

Il gruppo lavorerà intensamente per un anno, ma tra 30-40 giorni ci sarà una prima nota, che verrà resa pubblica. Cottarelli ha inoltre affermato: “Non è una discesa in campo politico, noi vogliamo contribuire con idee a un’area, quella liberal democratica, e offrire proposte.”

Ha poi preso la parola un membro donna del Comitato, Alessandra Lanza di Prometeia che ha detto: “L'uguaglianza delle possibilità è quello che rende una società capace di guardare al proprio futuro”; e inoltre: “Quello che manca è il pragmatismo, questo Paese deve ritrovare una capacità di concretezza”.

Dopo di lei è intervenuta Emma Bonino: “A questa iniziativa +Europa aderisce con grande convinzione”. Ha posto inoltre l'accento sul tema dell'affermazione della legalità, inscindibile dallo stato di diritto e ha inoltre ricordato che +Europa è un determinato sostenitore del governo Draghi.

Dopo la storica onorevole Radicale, ha esordito Carlo Calenda, il quale ha asserito, con riferimento al neonato Comitato, che: “L'obiettivo è che questa diventi una piattaforma Politica di legislatura che tenga conto di un obiettivo: chiudere il gap che si è allargato tra l'Italia e gli altri grandi paesi europei su tutti gli indicatori economici e sociali, dalla produttività all'inclusione delle donne, dagli investimenti agli asili nido...”.

Egli prevede inoltre una data in cui l'Italia correrà il suo rischio massimo, che è quella della chiusura del piano straordinario PEPP (il programma di acquisto per l'emergenza pandemica) della BCE, perché il nostro Paese sarà 'nudo' davanti ai mercati, per cui: “O avremo a quel punto un piano industriale per il Paese, un'idea di come il Paese è, e una rappresentanza politica credibile per andare avanti, oppure saremo in condizione di grave difficoltà”.

Seconda parte della conferenza stampa: Silvia Enrico, Edoardo Croce e Corrado De Rinaldis Saponaro

La parola è passata a un'altra donna, rappresentante di ALI, Silvia Enrico: “Noi riteniamo che ci sia bisogno di una visione politica europea in senso liberal democratico”.

Ha poi aggiunto durante la sua dissertazione, che per chiunque abbia un senso pragmatico oggi non può non rendersi conto dell'eccessiva ingerenza dello Stato, e che nessuno ha mai messo mano a riforme del nostro apparato burocratico.

Per l'associazione 'I Liberali' ha parlato Edoardo Croce, che ha ricordato che nel Comitato vi sono Carlo Scognamiglio ed Enrico Musso. Ha tenuto a sottolineare i valori fondanti del merito e del mercato, in modo da superare l'assistenzialismo e lo statalismo. Per il Partito Repubblicano Italiano ha parlato il suo Segretario nazionale, Corrado De Rinaldis Saponaro, che ha manifestato la sua felicitazione per la creazione di un'area culturale e politica che si riconosce nei valori liberal democratici, azionisti e repubblicani.

Il Segretario repubblicano ha ricordato che già nelle elezioni del 2018, il PRI ritenne di non partecipare a nessuna coalizione in campo, perché tutte queste erano carenti di quei valori fondamentali, anzitutto il riconoscimento della comunità degli Italiani: ”Partecipando da soli a quelle elezioni avevamo in noi la proposta di una serietà maggiore nell'affrontare i problemi del Paese” e ciò era evidente dall'inconsistenza della dialettica politica posta in essere dai partiti, di tutto l'arco parlamentare, che fino al 2017, non era stata in grado di trovare una via per recuperare il PIL italiano del periodo precrisi (2008).

L'ultimo accento è stato posto sul Presidente del Comitato. Infatti il Segretario PRI ha affermato di Cottarelli: “Il suo impegno nella società, delinea il profilo di un uomo del Risorgimento, e noi che siamo il partito del Risorgimento, lo ringraziamo attribuendogli questo profilo di alto valore morale ed etico”.

La replica di Cottarelli è stata di accettare con molto onore tale attribuzione. Forse il miglior pragmatismo è quello che arrivi fin all' 'origine della questione' e comprenda che, se non si offre un immaginario nazionale di riferimento, non sarà possibile elaborare una risposta incisiva ai problemi attuali. E ciò dovrebbe essere preso in considerazione dal Comitato di Cottarelli.

Per Benedetto Croce: “Il Risorgimento italiano era stato il capolavoro dello spirito liberale europeo", e che molti dei fautori del Risorgimento erano: "Educati dai loro padri e dai loro maestri e dai poeti nostri, e dall’ultimo nostro grande Giosue Carducci, nell’amore della libertà e della la giustizia e dell’umanità”.

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