Si è esibito in occasione della seconda puntata di Sanremo 2021 con la sua "Mai dire mai (La locura)" e Willie Peyote ha ricevuto commenti postivi dalla maggior parte degli spettatori.

Il punto di forza della canzone è che o piace o non piace, non c'è una via di mezzo. Colpisce già solo il testo, che inizia con una citazione della serie Boris: "Questa è l'Italia del futuro, un Paese di musichette mentre fuori c'è la morte". È chiaro che si tratta di una provocazione alla società odierna e anche a Sanremo stesso.

Con la sua esibizione sul palco dell'Ariston durante le ore interminabili del Festival ci riporta per un attimo nella realtà, in quella che stiamo vivendo da ormai un anno a causa della pandemia da Covid.

Nel brano c'è proprio un verso che viene ripetuto nel ritornello e che è molto significativo: "Riapriamo gli stadi ma non teatri né live, magari faccio due palleggi, mai dire mai".

Willie Peyote: messaggi importanti tra canzone in gara e cover

Prima della partenza di Sanremo, Willie Peyote presentò il suo brano Mai dire mai (La locura) come un brano ironico ma che allo stesso tempo facesse discutere. D'altronde questo è l'obiettivo del rapper, con la sua musica vuole infatti sviluppare una discussione.

Non solo frecciatine verso Sanremo, ma anche verso l'industria musicale.

Nel pezzo canta: "Non si vendono più i dischi tanto c'è Spotify", e anche "Le major ti fanno un contratto se azzecchi il balletto e fai boom su Tik Tok". In merito a questo Guglielmo Bruno, in arte Willie Peyote, ha detto che il problema non è nel social in sé ma nell'uso che se ne fa, e che le case discografiche oggi non fanno più come una volta quando i talenti li andavano a cercare ma aspettano qualcuno che faccia prima il boom sul web.

Per la terza serata del Festival di Sanremo, che da tradizione è quella dedicata alle cover e ai duetti, Willie Peyote canterà "Giudizi universali" di Samuele Bersani, artista con cui avrà l'opportunità di duettare e verso il quale nutre una grande ammirazione. Anche per questa occasione il rapper, con la leggerezza che sa trasmettere la musica, vuole poter mandare dei messaggi di rilievo sul palco più famoso per la musica italiana.

Sulla canzone di Bersani ha detto infatti che "se scavi sotto la superficie trovi davvero concetti importanti".

Chi è Willie Peyote

Oggi è alla sua prima partecipazione al Festival di Sanremo e ha subito incuriosito chi ancora non lo conosceva. Guglielmo Bruno è nato a Torino nel 1985, il suo nome d’arte nasce dall'unione di "Willie", riferimento al suo vero nome, e "Peyote", una pianta allucinogena dell'America settentrionale. Ha iniziato a suonare già da bambino anche grazie al fatto di essere figlio di musicisti, il suo primo strumento è stato il basso e si è avvicinato al rap durante gli anni delle scuole superiori.