L'Art. 47 della Costituzione italiana recita: "la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito". Partendo da questo principio il leader del Movimento 5 Stelle ha attaccato, tramite un post pubblicato sul suo sito, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, colpevole di aver tassato le rendite finanziarie contravvenendo al valore costituzionale secondo il quale lo Stato deve incoraggiare attivamente il risparmio e tutelare ingiuste riduzioni di ricchezza.

Monti ha aumentato il prelievo dal 12,5 al 20%, Renzi lo portato al 26%.

Secondo Grillo, non solo è anticostutuzionale tassare i risparmi ma è anche immorale verso chi ha lavorato per una vita e in due anni si è visto più che raddoppiare le imposte su quanto messo da parte. Il leader del Movimento 5 Stelle, tra l'altro, sottolinea che l'aumento di tassazione non colpisce le banche e gli istituti finanziari, ma solo le famiglie e i risparmiatori individuali. I privati hanno diminuito del 50% circa gli investimenti in BTP e BOT negli ultimi due anni, ecco, secondo Grillo, il perché, l'inasprimento delle imposte, non tocca i titoli di stato. Si spinge in questo modo il risparmiatore ad investire verso il debito pubblico, "frutto della corruzione e dagli sperperi" diminuendo così il debito italiano in mano alle banche, sia nazionali che estere, in prevalenza, tedesche e francesi.

Sempre secondo il leader genovese questa manovra punisce ancora una volta i risparmiatori che adesso cercheranno investimenti più redditizi all'estero e, come sempre succede negli ultimi tempi, a farne le spese saranno sempre le aziende italiane che avranno ancora meno risorse a disposizione.

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