Nessun intervento di taglio alle pensioni verrà effettuato nella legge di Stabilità. Questo è quanto annunciato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti durante una conferenza stampa tenutasi in occasione del Meeting dell'Amicizia a Rimini, con il tema "Creare occupazione: quali garanzie?". Il contributo di solidarietà su cui si era vociferato nel corso di quest'estate e con il fine di reperire risorse per la legge di Stabilità è stato smentito sia da Poletti che dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Si parla di contributo di solidarietà solo in termini generali, inteso come una serie di misure di sostegno per il sistema previdenziale e un nuovo modo per gestire lo sviluppo e l'equità.

Secondo il ministro, bisognerebbe cambiare visione di insieme e iniziare a dare maggior peso alle opportunità anziché alle rendite, così come bisognerebbe stravolgere l'idea secondo cui la relazione tra lavoro e impresa si fondi su conflitto e contratto. Di fatto, secondo Poletti, le riforme iniziano da un grande cambiamento mentale senza cui non potrà mai aver luogo un cambiamento normativo.

Continuare a parlare dell'articolo 18, sta risultando controproducente e non porta a nulla di costruttivo, secondo quanto sostiene il ministro del Lavoro. Il primo passo da effettuare è una semplificazione degli adempimenti burocratici a cui deve sottoporsi il lavoratore e l'impresa. Oltre a questo, si fa necessaria una drastica riduzione del costo del lavoro e del cuneo fiscale, diminuendo la differenza tra il netto in busta paga e ciò che effettivamente il datore di lavoro esborsa in termini di tasse e contributi.

Questo incentiverà le aziende ad assumere personale, senza trovarsi costrette a delocalizzare la produzione all'estero.

Obiettivo del governo italiano, in occasione della presidenza semestrale nel Consiglio dell'Unione Europea, sarà quello di uniformare il mercato del lavoro a livello europeo. Ed intanto si riconferma il bonus fiscale di 80 euro per i redditi più bassi, perché, anche se i risultati dei consumi di giugno non indicano nessun incremento e gli stipendi restano fermi, la misura del bonus produrrà effetti visibili nel medio periodo.

Infatti, secondo i dati raccolti dall'Istat, le vendite al dettaglio del mese di giugno risultano ferme rispetto al mese precedente, riscontrando una crescita pari a zero. A luglio nessuna crescita è stata rilevata sulle retribuzioni orarie rispetto al mese di giugno, con un leggerissimo incremento dell'1,1% rispetto all'anno scorso.

Secondo il ministro del Lavoro Poletti, i consumi e la fiducia delle imprese subiscono un'influenza dal contesto europeo e dalla crisi internazionale che hanno provocato "una depressione delle aspettative".

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