Le intenzioni del Premier Renzi sono molto chiare: rinvigorire ilPatto del Nazareno e procedere dritti sulla via delle riforme.L'incontro di due ore avvenuto ieri tra il Premier e il PresidenteBerlusconi a Palazzo Chigi aveva proprio questo obiettivo. Primopasso: accelerare l'iter di approvazione delle nuova leggeelettorale, fermo da marzo in Senato, prima della fine dell'annorinforzando il patto con Forza Italia. Una strategia essenzialmenteperfetta che, in un'ottica di elezioni anticipate, avrebbecertamente rafforzato la posizione del Partito Democratico.

Strategia che purtroppo o per fortuna, a seconda delleinterpretazioni, non ha trovato il nulla osta dell'ormainavigato ed astuto Berlusconi. Il Cavaliere infatti, ascoltando isuggerimenti ed i timori del suo entourage, non ha spianato la stradarispetto ai tempi per paura del voto anticipato, invitando il giovaneinterlocutore ad evitare fughe in avanti.

"Se dai aRenzi la pistola, quello poi spara", chiaro il messaggiolanciato dai forzisti a seguito dell'incontro. Un lascia passareanticipato sulla nuova legge elettorale avrebbe certamente spinto ilpremier a tentare la strada del voto. Secondo fontimolto vicine, un'intesa di massima potrebbe certamente essere stataraggiunta, senza però alcun accordo definitivo.

In un clima di nervitesi e dai risvolti essenzialmente poco decisivi, l'Italicum hasubito piccoli ritocchi, confermando modifiche già preannunciate. Itermini dell'intesa prevedono la fissazione della soglia disbarramento per l'attribuzione del premio di maggioranza al 40%(quindi non più al 37,5%), in modo da assegnare alla lista vincente350 seggi, soglia di accesso ai seggi fissata al 5% (chi non laraggiunge resta fuori dal Parlamento), e un sistema di candidaturecon capilista bloccati e preferenze.

Su quest'ultima ipotesi si èespressa la bella ministra per le Riforme Maria Elena Boschi, secondocui bisognerà "valutare con gli alleati l'ipotesi di eleggereil 70% dei parlamentari con le preferenze e il 30% con una listabloccata".

Suitempi di approvazione invece i due leader divergono. La strategiadel Pd prevede essenzialmente che l'Italicum vada in Commissione inSenato martedì, poi in aula prima di Natale perché venga approvatodefinitivamente entro gennaio. Come scrive infattiLa Repubblica, saràforse un caso che proprio in contemporanea con l'incontro sono statediffuse altre anticipazioni del prossimo libro di Bruno Vespa doveRenzi sul tema assicura: "A me converrebbe molto andare alleelezioni per capitalizzare così il grande risultato delle europee",ma non lo farò perché "è più importante cambiare verso alPaese piuttosto che a 300 deputati". Mentre Berlusconi, inposizione guardinga e viste le difficoltà interne che Forza Italiasi trova ad affrontare, oltre che l'ascesa di Salvini e della Lega,ha fatto presente come la maggior parte dei parlamentari sianoessenzialmente contrari ad un via libera repentino perché logiudicherebbero un assenso ad elezioni anticipate in un momento incui occorrerebbe un po' di stabilità governativa.

Nonostantequesto il premier non alcuna intenzione di decelerare sui tempi dellariforma ed ha accolto con piacere la richiesta di Angelino Alfano ditenere un vertice di maggioranza sull'Italicum il prossimo lunedì.  

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