La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sul caso delle spese illegittime effettuate da Ignazio Marino. Il provvedimento è la conseguenza della ricezione degli esposti presentati dai due partiti di opposizione: Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Da quanto risulta al momento, non vi sarebbe né l’ipotesi di reato né l’iscrizione nel registro degli indagati. Al sindaco viene attribuito dall’accusa l’utilizzo improprio della carta di credito del Comune per fini personali. Pagamenti poi finiti online, in nome della trasparenza voluta proprio da Marino, sul sito del Campidoglio e inseriti a bilancio sotto la voce spese di rappresentanza.

È proprio su questo punto che gli inquirenti proveranno a far luce anche se il diretto interessato si è dichiarato estraneo ai fatti. Il clamore mediatico e politico che si è scatenato ha portato Marino a restituire ventimila euro di tasca propria a copertura proprio di quei banchetti sospetti. Di “donazione ai romani” ha parlato il diretto interessato, della “consegna dell’arma del delitto” i suoi nemici.

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