Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non ha usato mezze misure nell’intervista rilasciata a Rai News 24, dove ha attaccato l'Unione europea e il suo capo della diplomazia, Federica Mogherini, ma anche l’Italia ed i relativi giudici, accusati di aver compromesso i rapporti tra i due Stati a causa delle indagini in corso su suo figlio.

L’attacco contro la UE

La Turchia è sempre più lontana dall’Europa, questo è chiaro a tutti. Eppure il presidente turco Erdogan non usa giri di parole per accusare l’Unione Europea di essere sul fronte dei suoi nemici.

"L'Occidente è da parte della democrazia o del golpe? Io penso, dopo alcune dichiarazioni, che sia dalla parte del golpe" ha dichiarato Erdogan nella sua intervista. Chiaro il riferimento a Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per la politica estera, che nelle scorse ore si è unita al coro dei numerosi politici che hanno fortemente condannato la strategia delle "purghe" adottata dal governo turco contro tutti i sospetti complici del golpe del 15 luglio.

L’indagine sul figlio di Erdogan

Erdogan lancia il suo attacco anche verso l’Italia, e in particolare verso i giudici. Secondo il presidente turco, la vicenda dell'indagine su suo figlio, in corso a Bologna, potrebbe mettere in difficoltà le relazioni fra la Turchia e il nostro Paese "che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia".

Il premier ha provato così a spostare le attenzioni dalla durarepressione in atto in Turchia dopo il golpe, portando all’ordine del giorno la vicenda personale di suo figlio Bilal,sul quale i pm di Bologna stanno indagando per riciclaggio e che, di conseguenza, non può tornare in Italia per finire il dottorato.

La risposta delle istituzioni a Erdogan

Non si è fatta attendere la risposta dei diretti interessati, tirati in ballo dalla dura intervista di Erdogan. Il Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha affidato la sua risposta a Twitter: "In Italia c'è una magistratura autonoma e indipendente che agisce secondo le leggi e che combatte tutte le forme di illegalità.

I giudici rispondono alla Costituzione italiana e non al Presidente turco. Chiamiamo questo sistema 'Stato di diritto' e ne siamo orgogliosi".

Con un comunicato, anche la UE ha replicato alle dichiarazioni del presidente turco che mettevano in dubbio la posizione delle istituzioni europee: "L'Alto rappresentante Mogherini ha chiaramente condannato il tentato colpo di Stato. Ha espresso il sostegno per le istituzioni democratiche legittime in Turchia, indicando in particolare il Parlamento".

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