Da tempo è ormai entrata nel vivo la campagna referendaria, in vista del referendum che si terrà il 4 dicembre. In questi ultimi mesi i due schieramenti, a favore o contro, stanno cercando attraverso televisione, radio e comizi di convincere i cittadini a votare per un motivo o per un altro. Per quanto riguarda il tempo trascorso in televisione, l'organo di tutela è l'AGCOM. Quest'ultima deve vigilare affinchè le due fazioni abbiano lo stesso spazio televisivo, per poter presentare al meglio le proprie opinioni. In data 18 ottobre alle 16, dopo una lunga seduta, l'autorità ha divulgato i dati di monitoraggio delle varie emittenti televisive.

Inoltre ha anche preso varie decisioni che indicano la via corretta da seguire. Innanzitutto ha consigliato a tutte le emittenti di aumentare il tempo dedicato al referendum, accogliendo così le istanze i M5S e Forza Italia. Ha poi riferito che vi è una linea di comportamento abbastanza equilibrata, ma ha anche raccomandato di limitare la presenza del governo e del Premier in programmi televisivi, così da mantenere la completezza e l'imparzialità dell'informazione.

I dati delle rilevazioni delle varie emittenti

Secondo le rilevazioni dell'Agcom, infatti, Matteo Renzi è stato visto in televisione per otto ore in più rispetto a qualunque altro rappresentate delle istituzioni. Si è visto anche come la Rai dia maggiormente spazio ai sostenitori del Si; i suoi tg infatti hanno concesso tutti qualche minuto in più ai favorevoli: il tg3 48,1% per il sì 43,1% per il no, il tg1 sembra il più equilibrato mentre rainews addirittura 47 minuti in più, ma con percentuali di divario basse.

Mediaset sembra anch'essa parlare più spesso del si; il tg4 viene sanzionato in quanto mostra una divergenza molto ampia (72,7% contro il 29,4%) e Studio Aperto ha sette punti di divario a favore. La7 invece sembra più a favore del No con un distacco di 8 punti percentuali. Dopo i richiami dell'autorità competente, speriamo che la campagna referendaria fino al 4 dicembre riesca a far comprendere bene ai cittadini le motivazioni sia per il si che per il no.