All'indomani del terremoto che ha colpito Ischia, causando il crollo di vari edifici, oltre alla morte di due donne e al ferimento di diverse decine di persone, l'ex magistrato ed ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, è intervenuto nel programma Tv di La7 "In onda" per parlare di abusivismo edilizio. Ecco le parti salienti di quello che ha detto.

Le proposte di Antonio Di Pietro contro l'abusivismo edilizio

A una domanda da parte dei conduttori sull'eventuale differenza fra abusivismo edilizio 'per necessità' e quello 'per furbizia', Antonio Di Pietro ha risposto: "Non si tratta dello stesso fenomeno, perché una cosa è se un disperato si fa a ficcare sotto una casa per non stare alla pioggia o alla neve, mentre una cosa è l'abusivismo di Ischia che è un po' diverso.

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Non facciamo di tutta l'erba un fascio: non possiamo dire che tutto ciò che è abusivo è sismico e tutto ciò che è sismicamente stabile è invece fatto bene. La legge, fatta nei decenni scorsi, permetteva tipi di costruzioni che adesso non dovrebbe più permettere: ma c'è stata nel tempo una legislazione che si è evoluta. Quello che andrebbe fatto è un Quaderno dell'abitazione, ovvero uno strumento che funga da Carta d'Identità di ogni abitazione: l'anno scorso il Parlamento non è riuscito ad approvarlo perché c'è stato chi si è opposto per interessi di voto e quant'altro.

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Molte volte le abitazioni abusive di lusso, e non di necessità, sono state costruite in modo sismicamente corretto, però appunto abusivamente poiché erette magari su una spiaggia pubblica dove non dovevano farle. Altra cosa è invece la disperazione umana, che non va alimentata ma serve una soluzione alternativa, affinché alcuni persone non ricorrano ad andarsi a infilare in un palazzo pericolante".

Poco dopo Di Pietro ha precisato: "Tutto ciò che è abusivo io lo abbatterei, non esistono case più o meno abusive di altre. Ma intendo che nel momento in cui si va ad applicare una pena, servirebbe una pena ben diversa fra chi si va a infilare in una casa abusiva per proteggersi dalla neve e chi invece ha costruito quella casa abusiva per lucrarci sopra. Quindi io non distinguo sull'illegalità della cosa, ma dico che l'abusivismo che potremmo definire 'di furbizia' di chi costruisce sulla spiaggia forse non meriterebbe neanche l'abbattimento, ma la requisizione e poi lo punirei penalmente, mandandolo in galera".

Sulla recente polemica sui condoni emersa dopo l'approvazione di una nuova legge regionale della Campania, poi impugnata dallo Stato, Di Pietro ha detto: "Non è giusto fare leggi di comodo, che purtroppo nel tempo sono state fatte troppe volte. Prendiamo atto che ci sono delle leggi sbagliate perché fa comodo a qualcuno. Si ritorna alla storia di Tangentopoli: tante volte sono state fatte norme che fanno apparire lecito ciò che lecito non è.

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Spesso si rispetta la legge, ma la fregatura sta nelle legge stessa". Aggiungendo poi: "De Luca ha fatto quella norma, copiando una legge dello Stato che già c'è. Allora forse è meglio cambiare la legge a monte per far sì che anche quella campana non abbia poi più valore".

Sui soldi spesso mancanti ai Comuni per abbattere le case abusive, Di Pietro ha proposto: "Bisogna che lo Stato centrale faccia una norma, tanto più che l'ordine di abbattimento viene dall'autorità giudiziaria.

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Serve una legge che dia delle risorse finalizzate agli abbattimenti. Condivido il fatto che sia stato introdotto un Bonus antisismico, ovvero la possibilità di sistemare gli edifici costruiti in base a vecchie norme, in modo che diventino davvero sicuri. Culturalmente questa cosa deve entrare nella testa degli italiani, ma serve che lo Stato ci metta le risorse".

'Il condono è una corruzione pubblica'

Dure parole infine da parte dell'ex magistrato sulla pratica dei condoni edilizi: "Il condono è una corruzione pubblica, né più e ne meno. Allo Stato servono soldi, fa un condono e chiude gli occhi, così incassa. Che cos'è la corruzione che scoprimmo in Tangentopoli? Il fatto che alcuni pubblici ufficiali che prendevano i soldi in cambio di chiudere gli occhi o di fare azioni illecite. Il fatto che lo si faccia con una legge è ancor più grave perché formalmente è corretto, ma il condono rimane una corruzione pubblica".

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