"Giocare a calcio balilla è reato?". Questo è il titolo dell'iniziativa che sabato mattina Ignazio La Russa e una decina di esponenti di Fratelli d'Italia hanno organizzato dinanzi al Tribunale di Milano per protestare contro l'articolo 293 bis. "Lo abbiamo fatto perché una legge così ridicola non può passare al Senato - ha detto l'ex ministro della Difesa La Russa - Una legge che vieta accendini col fascio littorio, la foto di Mussolini nel portachiavi o peggio ancora una partitella al calcio balilla".

Presentata la settimana scorsa, approvata dalla Camera dei Deputati e ora al vaglio del Senato, la normativa prevede il "reato di propaganda fascista" e vede come primo firmatario del ddl Emanuele Fiano.

La legge ha destato non poche polemiche: alcuni l'hanno definita ridicola, il Movimento 5 Stelle la considera "liberticida", mentre altri esponenti politici si domandano se era veramente necessaria una legge di questo tipo. Le forze politiche che hanno votato contro l'introduzione di questa norma sono state Lega Nord, M5S e Forza Italia.

Ignazio La Russa era già intervenuto sulla questione alla Camera dei Deputati il 12 settembre: un discorso duro ma non privo di sarcasmo quello dell'esponente di FdI che ha criticato il Governo, rivolgendosi alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, affermando che: "comincia una certa limitazione alla libertà di pensiero". Subito dopo, la Boldrini gli fece notare che ormai era finito il tempo dedicato agli interventi sul ddl Fiano.

Matteo Salvini, dal palco di Pontida, si è soffermato sulla legge inerente il "reato di propaganda fascista", affermando: "fanno il processo sul ventennio fascista e poi sono peggio di loro, cancelleremo la legge Fiano".

Legge e articolo 293 bis

La legge è composta da un unico articolo del codice penale, come introduzione dell'articolo 293 bis atto a punire chiunque faccia propaganda con immagini e contenuti dell'ormai sciolto partito fascista e delle sue ideologie.

Inoltre è punibile la gestualità che richiami un atteggiamento fascista, e la pena varia da sei mesi a due anni. C'è da considerare che, qualora la norma venisse approvata, quasi certamente andrebbe a colpire anche siti web, pagine Facebook e tutte le iniziative atte a promuovere l'immagine di Mussolini ed il fascismo in rete.

Infatti la norma al vaglio del Senato prevede un aumento di un terzo della pena qualora il reato venga commesso con l'ausilio di mezzi informatici.

L'onorevole Fiano chiarisce

Emanuele Fiano, intervistato qualche settimana fa da "Il Foglio", ha chiarito che: "Non si tratta di una legge che punisce chi manifesta le proprie idee, ma chi fa propaganda. Chi sostiene di essere fascista o colleziona cimeli del ventennio fascista in casa non è perseguibile, lo è solo chi fa propaganda". Alla domanda se è preoccupato che il fascismo possa tornare, ha risposto: "Non pensiamo che ci sia oggi la possibilità di una nuova nascita del partito nazionale fascista, rendere la propaganda più difficile non mi sembra uno scandalo - poi ha concluso - La grande crisi economica che stiamo attraversando ha risvegliato certe idee".

Prima di Fiano

Nel 1952 venne approvata la legge Scelba che ancora oggi regola il reato di "Apologia al fascismo", vieta la ricostituzione del partito fascista e punisce chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o le sue finalità antidemocratiche. La legge Mancino introdotta nel 1993, invece, punisce con una pena di un anno e sei mesi di reclusione chi propaganda idee sulla superiorità o sull'odio razziale, e vieta l'organizzazione, l'associazione o gruppo, con finalità alla violenza per motivi razziali.

La legge Fiano potrebbe rivolgersi anche a monumenti, palazzi o interi quartieri risalenti al regime fascista e, cosa più strana, anche il codice penale attualmente in vigore in Italia è stato varato durante il fascismo e, di conseguenza, nonostante le varie modifiche avvenute nel corso degli anni, ne conserva la struttura originaria.

A questo punto la legge Fiano renderebbe illecito anche il codice penale, o no?

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