Si è svolto domenica, all’hotel Palatino di Roma, il congresso nazionale di Rivoluzione Cristiana, la nuova dc che riparte dai valori cardine della vecchia democrazia cristiana e la ripropone con uno statuto modificato. Ad aprire il congresso il segretario nazionale Gianfranco Rotondi che ha rilanciato la candidatura di Silvio Berlusconi alla guida del governo. "Berlusconi non è un candidato di bandiera, ma la personalità che può unire di nuovo il Paese". Un partito che si veste di rosa. “Sono presenti oggi le segretarie regionali e provinciali di tutta Italia, tutti i ruoli apicali saranno rivestiti da donne.

Questo sarà il nostro valore aggiunto - spiega il coordinatore nazionale Giampiero Catone. Avvocati, giornaliste, docenti, imprenditrici, mamme e mogli, un esercito di donne al servizio della Politica e del territorio”.

Tante le tematiche al femminile sollevate durante il congresso, dalla violenze sulle donne alle tematiche ambientali, dalla scuola alla pressione fiscale, dalla sanità all’immigrazione. Una novità presa piuttosto bene dai colleghi uomini che di buon grado hanno accolto le gentildonne all’interno del partito, pronti a dare consigli e suggerimenti laddove ce ne fosse bisogno. “Rivoluzione Cristiana è e resta il punto di riferimento dei cattolici impegnati in politica - ha dichiarato Pietro Funaro, portavoce del partito - e sente il dovere, prima ancora del diritto, di contribuire con i suoi programmi ed i suoi esponenti alla ricostruzione non più rinviabile della ripresa economica, civile e sociale dell’Italia”.

Donne competenti e con un grande senso civico

“È necessario dare spazio alle persone con disabilità, bisogna dare dignità alle famiglie che sostengono i ragazzi disabili, gli assegni sono assolutamente inadeguati alle esigenze di chi si occupa di disabili h24”- solo una delle tante tematiche sollevate. Il segretario politico Rotondi riguardo alle polemiche che sono sollevate sulla scelta delle donne, chiarisce: “Non è per assecondare una tendenza ma per richiamare le radici della Repubblica: furono le donne cattoliche nel '48 a salvare la democrazia".

Qualche collega del partito potrebbe storcer il naso : “Non devono sorgere divisioni tra gli uomini perché il loro ruolo sarà di altrettanta evidenza anche se - conclude il segretario - per la prima volta si dovrà parlare di quote azzurre invece che di quote rosa".

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