Gli elettori che si definiscono di sinistra aspirano fortemente ad una lista unica, ad un partito che unisca sotto un’unica bandiera le diverse forze politiche schierate alla sinistra di Matteo Renzi. Il futuro leader più gettonato resta ancora Pier Luigi Bersani. Il fondatore, insieme a Massimo D’Alema, di Articolo 1-Mdp, riesce ancora a scaldare i cuori del popolo della sinistra, più di Giuliano Pisapia, ma anche di Laura Boldrini o Pietro Grasso. Sono questi alcuni dei risultati di diversi sondaggi, commissionati negli ultimi mesi ad istituti di ricerca come Demopolis, Ipr Marketing, Scenari Politici-Winpoll, Swg e Demos.

Ma vediamo tutti i numeri nello specifico.

I piccoli partiti di sinistra in costante calo

I primi dati da prendere in considerazione sono quelli forniti dall’istituto Demopolis, incaricato di sondare i partiti di sinistra per conto del Fatto Quotidiano. Delle tre formazioni politiche maggiori (Mdp, Sinistra Italiana e Campo Progressista) solo Mdp di Bersani e D’Alema riuscirebbe al momento a superare la soglia del 3% fissata dalla nuova legge elettorale Rosatellum bis. I transfughi del Pd si attesterebbero intorno al 4%. Sotto la fatidica soglia finirebbero inevitabilmente SI con il 2,3% e Campo Progressista di Pisapia, dato al massimo al 2%. La previsione di Ipr Marketing è più o meno la stessa per Mdp (intorno al 4%), mentre gli ex vendoliani, ora guidati da Nicola Fratoianni, sprofonderebbero poco sopra l’1%.

Avvilente, per Campo Progressista, il sondaggio del 5ottobre scorso di Swg, che attribuisce ai pisapiani un misero 1,7%. A questo proposito, il direttore di Ipr Marketing, Antonio Noto, è impietoso nell’affermare che Campo Progressista “è un partito che sembra non resistere e potrebbe essere chiamato tranquillamente Campo Pisapia”, perché l’idea degli elettori è che “dietro di lui no ci sia nulla”.

La sinistra unita vola nei sondaggi

La situazione cambia radicalmente, affermano i sondaggisti, se le diverse anime della sinistra dovessero decidere di fondersi (come chiesto più volte a Pisapia dal bersaniano Roberto Speranza in vista dell’assemblea costituente del 19 novembre prossimo). Demopolis assegna alla lista unica della sinistra l’invidiabile percentuale del 9%.

Ancora più ottimista Ipr Marketing che vede la sinistra unita al 10%, con un Pd in netto calo al 23%.

Gli indici di gradimento dei possibili leader

Secondo un sondaggio Demos dello scorso settembre, il poco pubblicizzato Pier Luigi Bersani guida ancora la classifica delle preferenze degli elettori di sinistra con un indice di gradimento del 30%. Un punto sopra al 29% fatto registrare dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il quale può beneficiare di una campagna mediatica a suo favore senza precedenti. Più staccati Roberto Speranza, con il 18%, e Nicola Fratoianni con il 12%. In quanto all’idea Pietro Grasso leader della sinistra avanzata solo pochi giorni fa, è sempre Noto che si prende la responsabilità di stroncarla: “Il popolo di sinistra cerca altro”.

Giudizi ultimativi anche nei confronti delle donne della sinistra. Anna Falcone, sempre a detta di Noto, rappresenterebbe solo “una parte molto ristretta dell’elettorato”, mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini, per dirla con un eufemismo, “non riscuote consensi particolari”.

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