Dopo il lancio dei missili, la Corea del Nord s'impegna a lanciare satelliti: questa la nuova provocazione di Kim-Jong-un, anticipata dal quotidiano Rodong Sinmun. Priorità di Pyongyang sarebbe quella di non perdere la tendenza internazionale a promuovere lo sviluppo economico attraverso il potenziamento spaziale: per questo motivo, la Corea del Nord, basandosi su un piano quinquennale in materia di voli spaziali lancerà altri satelliti, tra i quali anche uno geostazionario.

Continua nel frattempo la diatriba tra Donald Trump e Kim-Jong-un. Quest'ultimo, negli ultimi giorni, avrebbe accusato Washington di ostacolare non solo il proprio programma spaziale, ma anche quello degli altri paesi, imponendo irragionevoli condizioni volte ad impedire la realizzazione delle proprie ambizioni.

La mediazione del Vaticano

Nel mentre il rischio di un conflitto nucleare tra USA e Corea del Nord diventa sempre più realistico, il vaticano tenta di mediare cercando di bloccare sul nascere una guerra che potrebbe cambiare gli equilibri del mondo. Papa Francesco ha, infatti, voluto convocare per le giornate del 10 e 11 novembre il vertice mondiale per il disarmo nucleare. Richiamare l'attenzione sul nucleare come strumento di morte e trovare una soluzione per eliminarlo definitivamente sembra essere una delle priorità del Papa: in Vaticano, per discutere sull'odierna crisi nucleare arriveranno 11 premi nobel per la pace, i vertici dell'Onu e della Nato nonché gli Stati coinvolti in prima persona nella crisi nordcoreana ovvero Stati Uniti, Corea del Sud e Russia.

La preparazione di questa conferenza era iniziata molto prima rispetto alle provocazioni della Corea del Nord, spiega il delegato del Papa sulle politiche del disarmo nucleare, l'arcivescovo Silvano Tomasi. E' necessario intervenire affinché la sicurezza globale venga garantita non dal nucleare, ma dal fatto che nessun Paese abbia la possibilità di utilizzarlo.

Alla conferenza presenzieranno tutti gli Stati autori del Trattato riguardante il bando delle armi nucleari sottoscritto a Luglio da 122 Paesi. E' impossibile pensare ad un futuro se nel mondo sono presenti più di 20mila bombe atomiche, afferma Tomasi. Per questo motivo si è pensato di convocare tutte le parti in causa: l'obiettivo del Vaticano è quello di tentare di sollecitare un negoziato in grado di coinvolgere tutti gli Stati detentori di armi nucleari.

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