Si è concluso domenica 10 dicembre 2017 il 48° Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano. Un evento importante per i militanti, i congressisti e i neo-eletti consiglieri nazionali, convocati per sabato 16 dicembre, sempre nel complesso del Grand Hotel Parco dei Principi di Roma. Radio Radicale ha ripreso le 3 giornate di lavori che sono disponibili sul sito web ufficiale dell'emittente, in formato video.

Naturalmente il coordinatore nazionale, Corrado De Rinaldis Saponaro, e tutti i partecipanti, hanno espresso le linee guida caratterizzanti del Partito, sulla scorta del nome dato allo stesso evento congressuale: "Risorgimento della Ragione".

Oltre ad alcune testate giornalistiche ed emittenti televisive nazionali che hanno seguito l'evento, il quotidiano "Il Tempo" l'11 dicembre ha realizzato un'intervista al coordinatore, a firma di Pietro De Leo.

La dichiarazione iniziale raccolta dal giornalista è: "All'Italia serve un vero e proprio Risorgimento della Ragione". L'immediata domanda di De Leo, è stata: "La Politica, dunque, deve tornare alle categorie del passato?". Nella parte finale della riposta, De Rinaldis Saponaro ha dichiarato: "...rivendichiamo il valore della ragione per trovare le soluzioni più idonee e ricostruire la coesione degli italiani".

Un punto di vista del Congresso

La necessità di un illuminismo per l'Italia e l'Europa sarebbe tanto vera, se considerassimo ciò che il Vecchio Continente non ha ancora realizzato.

In sintonia con i contenuti espressi da alcuni relatori del Congresso, vorremmo ricordare un importante articolo del "New York Times" del 16 novembre 1969, redatto dallo storico Henry Steele Commager, dal titolo: "An Age like Ours in Theory but Not, Alas, in Practice".

Questo storico americano evidenzia come l'Europa abbia sempre fatto fatica a realizzare le prerogative illuministe, a differenza degli Stati Uniti; e lo fa riferendosi ad un altro storico, Peter Gay, anch'egli citato durante il Congresso Repubblicano.

Vorremmo ricordare giusto un breve passaggio dell'articolo:

"Pertanto, se l'Europa ha immaginato l'Illuminismo, è stata l'America a realizzarlo. 'Nell'era dell'Illuminismo', dice Gay, 'le idee divennero attori'. Abbastanza vero, ma solo in misura molto limitata, tranne che in America...Solo in America i filosofi erano re, o meglio, presidenti...In una delle sue numerose lettere a Thomas Jefferson, John Adams scrisse che 'il 18° secolo, nonostante tutti i suoi errori e vizi, è stato, di tutto ciò che è passato, il più onorevole per la natura umana'...".

(Traduzione del redattore di quest'articolo).

Ricordando le paure dell'Italia, esplicitate nell'articolo de "Il Tempo" dal coordinatore del P.R.I., forse vi "è ancora tanto da fare", come ebbe a scrivere Popper.

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