Il Pd decide di non confermare l’alleanza con Ala, condannando di fatto il partito di Denis Verdini all’oblio. E il politico ex berlusconiano, almeno secondo il retroscena pubblicato dal Fatto Quotidiano, decide di sfogarsi con i suoi fedelissimi. “Renzi è un ingrato”, avrebbe tuonato un deluso e arrabbiato Verdini di fronte ad alcuni colleghi parlamentari. Ma l’amarezza contagia tutto il partito nato nell’estate del 2015 da una scissione da Forza Italia per sostenere il governo Renzi. Lucio Barani accusa il segretario Pd di essere un “kamikaze” che “si è fatto esplodere ammazzando anche quelli accanto a lui come noi”.

Vincenzo D’Anna, invece, lo deride dichiarando che “pensa di essere De Gasperi, ma è soltanto un bulletto di periferia”.

Lo sfogo di Verdini contro Renzi

Tra la ventina di parlamentari di Ala la delusione è incontenibile dopo l’ufficializzazione della mancata alleanza elettorale con il Pd di Matteo Renzi. Il più duro, anche se il suo sfogo non è avvenuto in pubblico, è proprio il leader e fondatore Denis Verdini. “Ho accumulato tantissima amarezza - avrebbe confidato Verdini ai suoi compagni di partito secondo un retroscena pubblicato da Fabrizio D’Esposito sul Fatto Quotidiano - Renzi è un ingrato, non doveva rifiutarci l’apparentamento, a maggior ragione dopo che gli avevo ribadito il mio ritiro.

L’ex macellaio toscano si dice dispiaciuto, più che per lui, soprattutto per i suoi fedelissimi che lo hanno “seguito e avuto fiducia” in lui. Il senatore Verdini, sotto inchiesta 7 volte per reati che vanno dalla corruzione alla bancarotta, è un fiume in piena. “Io con Matteo avevo un patto - spiega ai parlamentari di Ala - quest’estate mi ha cercato Berlusconi, era agosto, e mi ha chiesto di organizzargli la quarta gamba di centro” nella coalizione di centrodestra.

Ma lui racconta di aver rifiutato la proposta perché, accusa, “Matteo mi aveva assicurato al 100% che saremmo andati nel centrosinistra”.

La reazione di Barani e D’Anna

Ma fidarsi della parola data da Renzi è un rischio. E ora se ne è accorto anche lo scaltro Verdini. Ma in Ala non è certo solo lui a volersi prendere una rivincita, almeno verbale, contro il ‘bomba’ segretario Pd.

Anche altri due big del partito, ormai in disarmo, ci vanno giù duro. “Qui non siamo di fronte alla politica, ma a una patologia, lo dico da medico”, ironizza l’ex socialista craxiano Lucio Barani (famoso per il gesto volgare rivolto alla senatrice M5S Barbara Lezzi). Renzi, prosegue Barani, “si è fatto esplodere da kamikaze, ammazzando anche quelli accanto a lui come noi”. Non meno tenero si dimostra un altro senatore verdiniano, Vincenzo D’Anna, secondo il quale “Renzi pensa di essere De Gasperi ma è soltanto un bulletto di periferia”. Un presunto leader che, aggiunge d’Anna, “non ha voluto fare il Partito della Nazione ed è diventato terzo su tre. Altro che Macron”.

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