Il 4 marzo, giorno delle elezioni politiche per il rinnovo delle Camere si avvicina, e dal momento in cui si chiuderanno le urne il pallino passerà dagli italiani al Quirinale: sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in base ai risultati, a dover decidere il nome di chi dovrà assumere l'incarico di costruire il futuro governo della nazione.
Come sappiamo la nostra Costituzione prevede che il presidente abbia il compito di nominare una figura che possa ottenere la fiducia della maggioranza degli eletti sia alla Camera che al Senato.
Se i risultati delle elezioni dovessero essere molto vicini ai sondaggi che sono stati pubblicati, il compito di Mattarella potrebbe escludere Luigi Di Maio, il candidato premier del movimento Cinquestelle anche se la sua lista risultasse la più votata dagli italiani.
Lo scoop del Corriere della Sera
Sul Corriere delle Sera il notista politico Marzio Breda, solitamente ben informato, ne parla apertamente illustrando uno scenario che potrebbe presentarsi tra meno di una settimana. Tutto verte sul numero degli eletti nel Movimento Cinquestelle, a prescindere dal fatto che come è probabile, siano il primo partito in termini di voto percentuale.
Al Quirinale, secondo il quotidiano milanese, si teme che se al leader pentastellato mancassero parecchie decine di voti per ottenere la fiducia nelle due Camere si arrivi a una situazione di stallo volta a ricorrere a ulteriori elezioni anticipate, lasciando il nostro sistema economico in balìa degli speculatori finanziari per troppo tempo a causa dell'instabilità politica nella quale si verrebbe a trovare il nostro Paese.
Il presidente Mattarella e il suo staff di consiglieri vorrebbero evitare quello che accadde cinque anni fa quando il suo predecessore Napolitano affidò l'incarico a Pierluigi Bersani. Come molti ricorderanno l'allora leader del Pd, nonostante la vecchia legge elettorale gli garantisse la maggioranza alla Camera dei Deputati, non riuscì a ottenere la fiducia al Senato, dovendo quindi cedere la mano al cosiddetto 'governo delle larghe intese' guidato da Enrico Letta.
Questo scenario, sempre secondo il Corriere della Sera, sarebbe molto più che probabile anche a causa di pressioni in tal senso da parte della comunità internazionale: pare che molte cancellerie europee abbiano reagito con sconcerto alla recente visita di Luigi Di Maio al segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, per portare in visione una ipotetica lista di ministri targati cinquestelle in caso di vittoria il prossimo 4 marzo.