Le elezioni politiche, per il rinnovo dei due rami del Parlamento si terranno il 4 marzo. E la sfida elettorale è già entrata nel vivo. Chi le vincerà? Si può ottenere una maggioranza di tipo assoluto in un sistema, come il nostro, che vede sfidarsi tre poli alternativi?

Per comprendere la situazione dei singoli collegi uninominali e capire in che modo i diversi candidati provano a spostare i voti, può essere essere utile scorrere l'analisi di Marco Castelnuovo, firma del Corriere della Sera.

La situazione, al momento, è piuttosto cristallizzata.

Se al nord, il centrodestra ha un buon vantaggio, il centrosinistra sembra aver conquistato il centro del Paese, mentre nel meridione è battaglia aperta tra la coalizione di Berlusconi, Salvini e Meloni e il Movimento cinque stelle.

Leader e peones

Nella sua analisi, Marco Castelnuovo, spiega che stiamo assistendo a due campagne elettorali. la prima, di tipo mediatico, ruota tutta intorno ai leader e andrà a determinare i due terzi del Parlamento. La seconda campagna si gioca sul territorio e coinvolge 348 collegi uninominali (232 alla Camera, 116 al Senato). Qui sono scesi in campo alcuni leader (che non si sfidano mai direttamente) qualche big e molti peones (tutti quei candidati dei grandi partiti senza alcun peso politico e senza cariche rilevanti, destinati a eseguire le decisioni dei loro leader).

Un voto in più determina la vittoria.

Va considerata una variabile: se si spostano gli equilibri nei collegi maggioritari non solo si assicurano parlamentari eletti, ma si assiste all'effetto trascinamento sul collegio proporzionale soprastante, che risulta composto dalla «somma» di tutti i diversi collegi maggioritari affiancati.

Il sito e le proiezioni

Quorum/YouTrend per Reti ha elaborato una piattaforma, Rosatellum.info, con le proiezioni degli scenari di vittoria per ogni collegio uninominale di Camera e Senato. L'analisi, si basa su trend, sondaggi e serie storiche e consente di determinare se un collegio è "sicuro" o "incerto", ovvero permette di individuare "i collegi nei quali la differenza tra le prime due coalizioni è inferiore al 5% dei voti".

Esistono anche i collegi contendibili: qui, un buon candidato o la giusta campagna possono fare la differenza. Secondo il sito, il collegi contendibili sono 113, 78 alla Camera e 35 al Senato.

La situazione a nord

Nel Settentrione, la partita elettorale, sembra quasi chiusa: il centrodestra ha conquistato un buon numero di collegi e, secondo l'analisi del Corriere della Sera, quelli incerti sono solo 29 (su 138), 21 alla Camera e 8 al Senato.

Silvio Berlusconi pare "fuori dai giochi" nei collegi "incerti" di Torino 2 e Torino 4. I pentastellati hanno già conquistano due dei 4 collegi di Genova, mentre nel resto della regione la battaglia con il Centrodestra è ancora tutta da combattere. La situazione al Senato è simile.

Solo uno - il collegio di Torino - potrebbe finire al movimento di Luigi Di Maio, mentre tutti gli altri sono contesi dalla coalizione di Matteo Renzi e da quella di Berlusconi, Salvini e Meloni.

La situazione al centro e la variante adriatica

Buona parte dei collegi delle regioni centrali, fin da ora, sono considerati sicuri per il Partito Democratico e, anche in quelli incerti, Renzi sembra in vantaggio. Anche se non bisogna dimenticare l'incognita "Liberi e uguali" che è un po' una spina nel fianco: sembra che abbia trasformato diversi collegi da «probabile» a «tendente». A Roma 9 collegi su 16 risultano in bilico.

Lungo la costa adriatica, però la situazione è diversa: il centrosinistra ha perso terreno e il movimento 5 stelle avanza.

Da Rimini a Bari, spiega Marco Castelnuovo, ci sono 18 collegi e, al momento sono praticamente tutti incerti. Le coalizioni , dunque, si «spartiscono» equamente le regioni. Se nelle province di Pesaro, Fano e Ancona, piace il Pd, i pentastellati ottengono consensi da Ascoli a Vasto, mentre da Cerignola a Bari invece, ha la meglio Berlusconi.

Dove si decidono le elezioni

Al sud si gioca la sfida decisiva per vincere le elezioni. Qui, si daranno battaglia soprattutto la lista di Di Maio e il centrodestra. Il centrosinistra, invece, ha "assicurato" solo il collegio di Potenza, per la Camera. Anche se può giocarsela per i collegi incerti di Potenza al Senato (che racchiude anche il collegio di Matera alla Camera) e quello di Corigliano Calabro.

Nel meridione, secondo gli esperti, Berlusconi può aggiudicarsi quella trentina di seggi (tra maggioritario e proporzionale) necessari per ottenere l'agognata maggioranza assoluta in entrambe le Camere.

Nell’area metropolitana di Napoli non ci sono certezze; su nove collegi alla Camera, solo due sembrano già assegnati. Sicilia, Campania e Calabria sono, invece, in bilico.

Cosa succederebbe se il centrodestra si aggiudicasse i seggi in bilico (anche dove ha poche possibilità)? In questo caso, Berlusconi farebbe una vera e propria impresa: otterrebbe quei seggi in più che a oggi gli mancano per raggiungere i 315 seggi a Montecitorio e i 158 a Palazzo Madama.

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