Diciotto anni, tanto c’è voluto perché la legge, che nel febbraio 2000 introdusse la parità di condizione all'accesso ai mezzi di informazione durante la campagna elettorale in Italia (par condicio), fosse estesa anche alla rete ed ai social network.

In vista dell’Election Day del 4 marzo in Italia con il voto per il parlamento nazionale e alcune regioni, fra le quali Lazio e Lombardia, è scesa in campo l’Autorità Garante per le Comunicazioni (AgCom) dettando regole di accesso a mezzi di informazione, in regime di par condicio, estese anche alla piattaforme on line.

A rischiare stavolta potrebbero essere anche i provider soprattutto nel caso in cui diffondessero messaggi diffamatori o sondaggi nei giorni pre-elettorali non consentiti, in quanto potrebbero incorrere nella responsabilità sugli illeciti degli utenti, pagandone pesantemente il prezzo in termini civilistici e comunque si dovranno mettere a disposizione dell’Autorità Garante e comunicare le procedure per risalire a chi ha diffuso i messaggi che hanno violato le norma della par condicio. Si estende poi alla rete anche l’obbligo, già esistente per tutte le forme di comunicazione a mezzo stampa e radiotelevisiva, della chiara comunicazione di messaggio di propaganda elettorale specificando il nominativo del committente.

Per vigilare sul rispetto delle regole in campagna elettorale, l’AgCom si è dotata di gruppi di lavoro istituiti ad hoc, con il compito di monitorare il web, rilevando e classificando le informazioni immesse che non rispettino le norme intervenendo così anche su quel fenomeno delle notizie false in rete, (le bufale o fake news), che visti anche i tempi molto stretti di una campagna elettorale, sono in grado di danneggiare pesantemente il candidato, il gruppo politico o la coalizione che ne fosse fatto oggetto.

La rete è chiamata ad una prova di tenuta democratica

Il web, che è da sempre un simbolo di libertà rischia di perdere in parte questa sua caratteristica in nome delle regole della democrazia, anche come diretta conseguenza della sua diffusione che ne hanno elevato le potenzialità di opinion maker, raggiungendo un numero di utenti che giornali, tv e le radio possono solo immaginare.

Le prossime elezioni quindi saranno anche un banco di prova per la rete che dovrà dimostrare che fra algoritmi intelligenti ed umano buonsenso e rispetto delle regole, può diventare un catalizzatore di informazioni corrette e utili a garantire una corretta formazione della coscienza elettorale

Banco di prova pero anche per le strumenti legislativi introdotti e mutuati dai codici già vigenti, che però nel tempo e nello spazio assolutamente virtuali della rete potrebbero rivelarsi di problematica applicazione, per esempio il giorno di "silenzio elettorale" nelle 24 ore precedenti il voto, potrebbe essere vanificato dalla riproposizione dei post gestiti dagli algoritmi dei social network, per esempio posto un messaggio elettorale alle 23,59 di venerdì 2 marzo e la piattaforma social lo rilancia pochi minuti dopo..ma sarà già sabato...Solo un esempio forse superabile perché non è detto che la legge, applicabile al mondo reale, sia anche efficace nel mondo virtuale.

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